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Libia, Haftar continua ad avanzare verso Tripoli per chiuderla in un assedio

Libia, Haftar Continua Ad Avanzare Verso Tripoli Per Chiuderla In Un Assedio

Le truppe di Haftar avanzano su Tripoli da due assi: est e ovest. L’obiettivo è stringere la capitale in un assedio. Le forze di Sarraj dell’operazione Ouadi Doum 2 si schierano a protezione della città e contrattaccano

Le truppe di Khalifa Haftar continuano ad avanzare nell’Ovest della Libia, dirette a Tripoli. Il prossimo obiettivo, secondo quanto fa sapere il portavoce dell’LNA, è arrivare alla periferia orientale della capitale. In realtà, stanno operando per creare due fronti di attacco: uno a est e l’altro a ovest. In modo poi da stringere il cerchio da sud e chiudere la città in un assedio. Infatti, un asse dell’offensiva del generale si trova vicino Farnaj e l’altro ad Alsaraj, Dribi e Naqlia-Khala. Ciò mentre le forze del Consiglio Presidenziale (PC) di Fayez Sarraj contrattaccano il nemico, soprattutto nella zona dell’aeroporto internazionale e sulla strada costiera tra Tripoli e Zawia, nell’ambito dell’operazione “Ouadi (Wadi) Doum 2”. Intanto, la Forza di Protezione della Regione Ovest (WRPF), che riunisce le milizie locali, ha cominciato a schierarsi a protezione della capitale.

Ouadi Doum 2 ha un significato ben preciso. La comunità internazionale aveva intuito il pericolo per la sicurezza, ma non riesce a fermare Haftar 

Il nickname dell’operazione anti-Haftar, “Ouadi Doum 2”, è significativo. Prende il nome da una pista militare fatta costruire da Muammar Gheddafi nel nord del Ciad. Qui il Generale fu sconfitto (grazie a raid francesi) e catturato dalle forze locali nel 1987 mentre combatteva per il Rais. E’ un segnale chiaro sul fatto che le forze di Sarraj intendano reagire con fermezza, anche se per ora i contrattacchi sono stati limitati. Peraltro, la comunità internazionale non riesce (almeno per il momento) a esercitare pressing sufficiente a bloccare l’uomo forte della Cirenaica, il quale ha più volte ribadito che arriverà fino a Tripoli per “sconfiggere il terrorismo”. Di certo c’è, invece, che i recenti warning di molti paesi sul crollo della sicurezza si sono rivelati veri. Ciò, nonostante l’avvicinarsi del Multaqa Watani si avvicinasse e si nutrisse speranza per la concretizzazione del processo politico verso le elezioni. 

L’operazione del Generale non ha solo un obiettivo militare, ma anche “politico. Grazie alle Psy-Ops, Haftar cerca di ottenere consensi ad Ovest in vista delle elezioni. Ciò lavorando sul “terreno” e su Internet

L’offensiva di Haftar su Tripoli, comunque, non è solo militare. Ma è soprattutto un’operazione di Psy-Ops, in vista delle prossime elezioni in Libia. Il Generale difficilmente entrerà nella capitale del paese africano (anche se alla velocità come si evolvono gli eventi non è escluso). Ciò che otterrà, invece, sarà un numero elevato di consensi da parte della popolazione nella regione Ovest. Non a caso in un recente sondaggio informale di Libya Herald, gli abitanti della città sono divisi a metà sull’ipotesi del suo arrivo, nonostante le manovre in atto e i morti da entrambe le parti. I suoi uomini hanno lavorato a proposito su due fronti. Il primo è quello sul terreno. Ci sono stati contatti e accordi con i capi tribali e gli elders locali, i quali hanno garantito “libero passaggio” all’LNA (vedi l’entrata trionfante a Gharian senza sparare un colpo). L’ipotesi, invece, sarebbe stata impossibile in caso contrario.

I social media diventano una nuova arma per Haftar

Haftar, inoltre, si è costruito questo “consenso di battaglia” nell’Ovest della Libia grazie ai social media. Su Twitter, improvvisamente, è comparsa la campagna #SecuringTheCapital, che auspicava l’arrivo dell’LNA a Tripoli, e che in pochi giorni ha avuto un boom per poi affievolirsi. L’azione, probabilmente, è servita come test per verificare il mood del “target audience” sulla sua eventuale leadership. Inoltre, ci sono le parole che il Generale ha pronunciato a seguito dell’offensiva, diffuse non a caso via Facebook (Tripoli è la città della Libia più “social”). Qui ha ordinato formalmente ai suoi uomini di proteggere chi deporrà le armi o rimarrà in casa, nonché “gli ospiti stranieri”. Come a dire che l’obiettivo è solo “il governo corrotto e incapace, non i civili purché rimangano tali”. 

L’offensiva del Generale potrebbe riservare nuove sorprese. Soprattutto in occasione del Multaqa Watani che, nonostante il crollo della sicurezza e il rischio concreto di una nuova guerra civile, non è stato ancora cancellato

Le sue parole, peraltro, hanno trovato terreno fertile sia sul terreno sia su Internet grazie al caos che sta generando la Conferenza Nazionale in molte zone della Libia occidentale. Qualcuno nei giorni scorsi ha diffuso ad arte false liste di partecipanti, che hanno ulteriormente alimentato la confusione, la delusione e la rabbia dei presunti esclusi. Già in collera con Sarraj per le continue divisioni all’interno del PC e la poca concretezza percepita rispetto ad alcune sue decisioni. A nulla sono servite le smentite di UNSMIL, vista dalla popolazione sempre più come un “non-attore” se non come un nemico. La doppia offensiva del Generale, “fisica” e virtuale, quindi è stata preparata con cura. E non si esclude che si possa fermare improvvisamente come è nata. Magari con una “tregua” per il Multaqa Watani che, nonostante il crollo della sicurezza e il rischio concreto di una nuova guerra civile, misteriosamente ancora non è stato cancellato.

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