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Libia: Haftar, come preventivato, attacca tra Misurata e Bani Walid

Libia: Haftar, Come Preventivato, Attacca Tra Misurata E Bani Walid

Come si sospettava, il generale Khalifa Haftar ha lanciato un’offensiva a sorpresa tra Bani Walid e Misurata. Le milizie in città richiamano tutti alla difesa, mentre Jodran e le Brigate di Difesa di Bengasi sono bloccati nel Castello di Saddada

In Libia è successo quello che da qualche giorno si temeva. Le forze del generale Khalifa Haftar hanno lanciato un attacco al Castello di Saddada, tra Misurata e Bani Walid. Dopo brevi scontri hanno conquistato l’area. All’interno dell’edificio, comunque, si trovano ancora le forze dell’ex capo della Guardia alle installazioni petrolifere (PFG), Ibrahim Jodran, e quelle delle Brigate di Difesa di Bengasi. Inoltre, sembra che le truppe dell’uomo forte della Cirenaica abbiano puntato la stessa Misurata. Ma anche che, dopo un tentativo di avanzare, si siano ritirate presso le loro postazioni precedenti. Intanto, le milizie locali di Al-Bunyan Al-Masrous hanno chiamato a raccolta tutti i combattenti disponibili per proteggere la città e le sue vicinanze. A Derna, invece, sono le unità del Generale a essere sotto pressione. Ciò dopo che la Protection Force del centro abitato le hanno attaccate ad Al-Sooq.

Le avvisaglie su quanto sarebbe potuto accadere in Libia c’erano già la settimana scorsa. Dai movimenti delle truppe del Generale vicino alla regione centrale e a Misurata al rimpasto dei militari delle regioni centro e sud. Si attende la risposta del GNA e di Sarraj 

Le avvisaglie su quanto sarebbe potuto accadere in Libia c’erano già la settimana scorsa. Diverse fonti locali avevano riportano movimenti di milizie alleate di Haftar in direzione di Sirte e dell’area centrale del paese africano. Specialmente verso Misurata. Inoltre, testimoni oculari avevano riferito che nell’area c’erano un elevato numero di assetti aerei del Generale. Le truppe, peraltro, avevano cominciato ad avanzare dopo che la settimana scorsa l’uomo forte della Cirenaica aveva effettuato un rimpasto tra i suoi ranghi militari. Guarda caso sia per la regione occidentale sia per quella meridionale. Si attende ora la reazione del GNA di Fayez Sarraj agli eventi, che dovrà misurare azioni e parole al fine di evitare una nuova guerra civile. Il momento, infatti, è delicato. Per la prima volta ci sono passi concreti verso una transizione democratica e le elezioni. Ma queste passano per la sicurezza, che invece continua a deteriorarsi.

Intanto, Tripoli sblocca una crisi che rischiava di mettere in ginocchio il paese africano. Il FRM riaprirà immediatamente il giacimento di petrolio di Sharara e Sarraj accontenterà le sue richieste. Garante dell’accordo è UNSMIL

Unica nota positiva per Tripoli è l’annunciata riapertura da parte del Movimento del Fezzan (FRM) del giacimento petrolifero di Sharara, il più grande della Libia. Questa è stata decisa dopo un accordo tra il FRM e il GNA di Sarraj, mediato da UNSMIL, la missione ONU nel paese africano. L’intesa, stabilita direttamente nella struttura con una visita del premier, sancisce che il governo si impegna ad ascoltare le domande dei manifestanti e ad accontentarle. In cambio questi da subito permetteranno la ripresa delle operazioni. A fare da garante che le parti rispettino i patti sarà UNSMIL. La riapertura del giacimento era imperativa per il GNA, in quanto lo stop avrebbe messo in breve tempo in ginocchio la nazione, causando danni economici disastrosi. 

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