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Libia, Haftar cerca di reagire al contrattacco di Sarraj con i raid aerei

Libia, Haftar Cerca Di Reagire Al Contrattacco Di Sarraj Con I Raid Aerei

Haftar prova a fermare, invano, il contrattacco del GNA a sud di Tripoli con i raid aerei. Le forze di Sarraj, però, rispondono bombardando l’aeroporto internazionale per aprirsi la strada

Khalifa Haftar cerca di reagire al contrattacco delle forze del GNA con una serie di raid aerei. I caccia del generale hanno attaccato le truppe di Fayez Sarraj ai margini dell’aeroporto internazionale di Tripoli, ad Ain Zara, a Kraimiya e a Khalla. Obiettivo: fermare l’offensiva del nemico, che avanza rapidamente presso lo scalo. Gli attacchi, però, non hanno ottenuto lo scopo sperato. I soldati del governo libico, infatti, non hanno arretrato di un metro. Nel frattempo, il capo del PC ha inviato la sua componente aerea a bombardare l’aeroporto, per capire un varco alle forze di terra. Al momento gli scontri più violenti della guerra civile continuano ad avere l’area come epicentro. Ciò, in quanto è strategica per entrambi i contendenti. Tripoli perché sarebbe la piattaforma perfetta da cui attaccare Qasr Ben Ghashir e Gharian. Bengasi, perché qui c’è lo snodo della campagna verso la capitale del paese africano.

Nuovo passo degli Stati Uniti verso una posizione internazionale comune sulla Libia. Colloquio Trump-Merkel sulla crisi. Il tema verrà discusso anche al G20 in Giappone e il trend generale non premia Haftar. Anzi

Intanto, gli Stati Uniti fanno un altro passo verso una posizione internazionale comune sulla Libia. Il presidente Donald Trump ha incontrato poche ore fa il cancelliere tedesco Angela Merkel, con cui ha discusso della crisi nel paese africano. Sul colloquio non sono emersi dettagli, se non che il tema verrà affrontato anche in occasione del prossimo G20 in Giappone. E’ un segnale importante, sia per Sarraj sia per Haftar. Finora nella questione erano stati coinvolti soprattutto l’Unione Europea, la Russia e i paesi della regione mediorientale/nord africana. Gli Usa, invece, erano più distanti. Recentemente, però, Francia e Russia hanno cambiato posizione, riallineandosi con Tripoli. Poi, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha avuto un colloquio telefonico a sorpresa col suo omologo egiziano, Shukry. Infine, c’è stato l’incontro Trump-Merkel. Ciò conferma che Washington sta gradualmente entrando nella partita, e non certo a sostegno del Generale.

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