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Libia, Haftar cerca di avanzare sfruttando la “distrazione” della Turchia

Libia, Haftar Cerca Di Avanzare Sfruttando La “distrazione” Della Turchia

Haftar approfitta dell’operazione turca Spring Shield in Siria per cercare di guadagnare terreno a sud di Tripoli e indebolire le difese del GNA di Sarraj

Khalifa Haftar è intenzionato a non fermarsi a nessun costo nella sua offensiva contro Fayez Sarraj, soprattutto ora che l’inviato speciale ONU per la Libia e capo di UNSMIL Ghassan Salamé si è dimesso. Lo ha appena dimostrato, bombardando nuovamente l’aeroporto di Mitiga e le aree di Al-Gharrarat, Al-Harsara e Al-Marafah a est di Tripoli. Inoltre, l’LNA sta cercando in ogni modo di avanzare ad Ain Zara, ma le difese del GNA per ora tengono. Il Generale ha dato una forte accelerazione alle manovre, appena la Turchia ha lanciato l’operazione Spring Shield in Siria. L’obiettivo è sfruttare la momentanea “distrazione” di Ankara per indebolire la capacità di attacco del nemico e guadagnare più terreno possibile. L’arrivo delle TAF, infatti, ha bilanciato nuovamente gli equilibri militari, riportando allo stallo la situazione, dopo un breve vantaggio acquisto da Bengasi.

L’ONU, intanto, ratifica le dimissioni di Salamé e parte il toto-nomi per il nuovo inviato speciale per la Libia e capo di UNSMIL. La favorita è Stephanie Wiliams, ma si teme il veto della Russia. La questione, comunque, è stata appena discussa da Merkel e Putin

Intanto, l’ONU ha ratificato le dimissioni di Salamé. Il segretario generale Antonio Guterres ha fatto sapere che discuterà con il diplomatico su come portare avanti una transizione in ambito UNSMIL lineare e che non minacci i progressi ottenuti finora sulla crisi libica. Parallelamente è partito il toto-nome su chi sarà il nuovo inviato speciale delle Nazioni Unite, il sesto in nove anni. La favorita al momento sembra essere la sua vice, la statunitense Stephanie Williams. Si teme, però, il veto della Russia, come accadde per la sostituzione di Martin Kobler. Di conseguenza, si sussurrano anche altri nomi, provenienti da paesi più “neutrali”, ma ancora non ci sono conferme. La questione, comunque, è stata affrontata dal cancelliere tedesco Angela Merkel e dal presidente della Federazione, Vladimir Putin, in un colloquio telefonico. Al termine, entrambi hanno ribadito la necessità di rispettare la tregua e implementare le decisioni della Conferenza di Berlino.

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