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Libia, Haftar blinda Sirte mentre continua a inviare rinforzi

Haftar blocca l’accesso orientale a Sirte alla popolazione e ai veicoli. Si teme che voglia creare una base per blindare la città contro i possibili attacchi del GNA

Sale ancora la tensione a Libia, dove Khalifa Haftar ha bloccato l’accesso orientale a Sirte, in particolare quello nell’area di Erbain. Secondo fonti locali, le truppe dell’LNA e le milizie alleate non permettono di transitarvi alla popolazione e ai veicoli provenienti da Al-Henewa, Sultan, Alamrah, Harawa e Bin Jawad. Non sono state fornite motivazioni ufficiali per il provvedimento e si teme che il Generale voglia sigillare il quadrante per usarlo come base operativa nel caso le forze del GNA dovessero decidere di attaccare la città. Inoltre, continuano ad arrivare aerei e convogli di rinforzi e mezzi, destinati agli uomini pro-Bengasi, asserragliati all’interno del centro abitato. Ciò, anche se è in vigore la tregua tra Fayez Sarraj e Aguila Saleh, che ha posto fine alle ostilità e che prevede la prossima smilitarizzazione di Sirte.

Intanto, Russia e Turchia si preparano a un nuovo incontro di alto livello, incentrato sulla tregua Sarraj-Saleh. L’UE, invece, ipotizza che siano tolte le sanzioni sulla vendita del petrolio

Intanto, Russia e Turchia hanno annunciato un’imminente riunione di alto livello sulla Libia, che presumibilmente si terrà a Mosca. Il focus sarà ovviamente la tregua e le strade da intraprendere affinché non venga minacciata. I due partner affronteranno dalla crisi tra Sarraj e Bashagha al “build up” militare di Haftar a Sirte. Inoltre, dovrebbero emergere nuovi dettagli sulla nascita del gruppo di lavoro congiunto sul paese africano, che dovrebbe accompagnare le parti nel riprendere il percorso di dialogo politico. In questo contesto è intervenuta anche l’UE con il suo Rappresentante per la politica estera Josep Borrell, il quale ha menzionato la possibilità che siano tolte le sanzioni sulla vendita di petrolio. Allo stesso tempo, però, ha ribadito la necessità che rimanga l’embargo ONU sulle armi, definito “la chiave per porre fine al conflitto”.

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