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Libia, Haftar attacca Sirte e forse compie un massacro a Tarhuna

Libia, Haftar Attacca Sirte E Forse Compie Un Massacro A Tarhuna

Haftar attacca Sirte a sorpresa, mentre le forze di protezione locali braccavano una cellula Isis. Il Generale vuole prendersi un “premio di consolazione” o in città c’erano centri di comando di pro-Sarraj?

Khalifa Haftar tenta una nuova carta per guadagnare territorio nell’ovest della Libia: attacca Sirte. I droni del Generale hanno effettuato uno strike contro assetti della forza di protezione della città, proprio dopo che questi avevano effettuato un’operazione per sventare i movimenti di una cellula Isis che opera nella zona. L’aggressione ha causato diversi morti tra i combattenti locali. Non è ancora chiara quale sia stata la causa dell’aggressione. Alcuni ritengano che l’uomo forte della Cirenaica avesse il sospetto della presenza di centri di comando e controllo dei droni di Fayez Sarraj. Altri, invece, che stia cercando di prendere la città, come “premio di consolazione” per la ormai fallita campagna a Tripoli, nonché un suo pallino da sempre. Le prossime ore diranno se si sia trattato di un attacco spot o se sia l’inizio di manovre più articolate.

A Tarhuna, intanto, domenica c’è stato un massacro. Dopo la morte dei fratelli Khani decine di oppositori a Bengasi sono stati uccisi. Occhi puntati sull’uomo forte della Cirenaica. L’azione è stata dettata dalla paura che le milizie locali passino con il GNA?

Intanto a Tarhuna si è scatenato l’inferno dopo l’uccisione dei capi della milizia locale (una volta chiamata Settima Brigata), i fratelli Mohsen e Abdeladeem Al-Kani, che hanno perso la vita negli ultimi scontri con le forze di Sarraj ad Ain Zara. Nella città c’è stata una vera e propria carneficina, perpetrata da elementi vicini all’LNA. Si teme che Haftar abbia voluto lanciare un messaggio alla popolazione, contro i possibili rischi che questa diventi neutrale nel conflitto a sud di Tripoli o si schieri addirittura con il GNA. Di fatto il governo del paese africano ha condannato “nei termini più forti” ciò che è stato definito un genocidio di massa” condotto contro gli oppositori al Generale e i civili, avvenuto domenica. Si parla di decine di morti. A proposito viene richiesto immediatamente l’intervento di UNSMIL, la missione ONU in Libia, affinché accertati la verità sull’accaduto e identifichi i responsabili.

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