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Libia: Haftar attacca ancora Tripoli, ma il GNA avanza ad Al Nahr e Khallit Al-Furjan

Libia: Haftar Attacca Ancora Tripoli, Ma Il GNA Avanza Ad Al Nahr E Khallit Al-Furjan

Nuova offensiva di Haftar su Tripoli. E, come nei casi precedenti, l’LNA colpisce soprattutto zone residenziali. L’obiettivo era rallentare le forze di Sarraj, che avanzano ad Al Nahr e Khallit Al-Furjan

Khalifa Haftar alza il tiro e attacca nuovamente Tripoli, sia con l’artiglieria sia con la componente aerea. Colpendo, peraltro, nuovamente zone residenziali e obiettivi civili. L’LNA ha centrato una casa a Salah Al-Deen, probabilmente nel tentativo di distruggere un ospedale vicino, e diversi edifici ad Ain Zara. Qui il tentativo era di rallentare l’avanzata delle forze di Fayez Sarraj, che ormai hanno quasi conquistato completamente il quartiere e si apprestano ad attaccare Al Nahr. Questa e Khallit Al-Furjan sono la prima linea dei soldati del GNA. I militari sono entrati nelle due aree e hanno già assunto il controllo di alcuni snodi fondamentali, obbligando le truppe del Generale a ripiegare più a sud della capitale libica. Inoltre, hanno catturato diversi miliziani nemici a Wadi Rabea. 

Il Generale, intanto, cerca disperatamente nuove reclute anche tra le forze di polizia. Inoltre, deve gestire una crisi all’aeroporto Benina a Bengasi

Haftar ormai è sempre più a corto di risorse, tanto da costringere anche le forze di polizia a combattere nella sua campagna. E’ il caso degli agenti di Ajdabiya, città nell’est della Libia, che hanno ricevuto l’ordine di raggiungere entro una settimana le truppe del Generale a sud di Tripoli. Inoltre, alcuni reclutatori di Bengasi sono andati a Sabha per cercare di arruolare nuove forze contro il GNA di Sarraj. L’uomo forte della Cirenaica, peraltro, ha anche un nuovo problema. Come riporta Libya Observer, il direttore dell’aeroporto di Benina, Abdullah Al-Shaafi, avrebbe presentato le sue dimissioni. Ciò per tre motivi: problemi nella gestione della sicurezza dello scalo, la mancanza di risorse e il disinteresse delle autorità verso di esso. Dimissioni “respinte”, ma che alimentano il clima di tensione nella regione. Soprattutto in quanto i dipendenti si sono schierati col loro capo e hanno minacciato di bloccare i voli.

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