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Libia, Haftar annuncia che sbloccherà la produzione ed export del petrolio

Haftar annuncia che sbloccherà la produzione ed export del petrolio, nonché che i profitti verranno divisi equamente tra le parti, a patto che non finanzino le milizie legate al terrorismo. I contractors della Wagner, però rimarranno nelle strutture

Khalifa Haftar riappare nello scenario libico e annuncia la ripresa della produzione ed export di petrolio, dopo otto mesi di stop. Le entrate, che sembra per il momento rimarranno sotto il suo controllo, saranno comunque distribuite in maniera “equa”, in modo che “non saranno usate per supportare le milizie terroristiche o rubate e saccheggiate”. Lo ha affermato lui stesso in un discorso televisivo, dopo un periodo di assenza nonostante la veloce evoluzione che ha avuto la situazione nel paese africano. L’annuncio, anche se non ci sono conferme ufficiali, è la prima conseguenza della volontà di Fayez Sarraj di dimettersi dalla guida del GNA entro la fine di ottobre. A seguito di ciò, e della crescente ondata di proteste in tutta la nazione, il Generale è stato costretto a cedere e a riaprire i giacimenti e i terminal. Questi, comunque, rimarranno sotto il controllo dei contractors russi della Wagner.

L’annuncio è conseguenziale a un’intesa con Maetig a Sochi. L’accordo, però, è stato disconosciuto da Sarraj che lo ha bloccato e dalla NOC. La Russia, invece, lo saluta con favore

L’annuncio di Haftar, nato dopo un accordo raggiunto con Ahmed Maetig, vice capo del Consiglio Presidenziale, ha creato il caos nel GNA. Tanto che Sarraj, almeno per ora non lo ha accettato mettendo in dubbio la reale volontà del Generale di riprendere la produzione petrolifera e soprattutto di distribuire gli utili con tutte le regioni. Inoltre, a Maetig è stato impedito di firmarlo ufficialmente a Sirte e di presentarlo in una conferenza stampa a Misurata. La National Oil Corporation (NOC), inoltre, ha denunciato le “trattative parallele” rispetto a quelle ufficiali, sottolineando che non toglierà le “cause di forza maggiore”, che impediscono la ripresa dei lavori presso i giacimenti, gli impianti e i terminal, fino a che i mercenari della Wagner non lasceranno le strutture. Dalla Russia, invece, arriva un plauso per l’intesa, un “primo passo per costruire la fiducia tra le parti, presumendo che le entrate saranno distribuite equamente”.

Nel pacchetto dell’accordo c’è anche una misteriosa e ambiziosa commissione speciale per risolvere i conflitti

Ciò che desta curiosità è la creazione di una commissione speciale per risolvere i conflitti, stabilita dal figlio di Haftar e da Maetig nell’accordo, siglato a Sochi. Sull’organismo non ci sono ulteriori dettagli, se non quelli pubblicati dal vice capo del PC su una pagina ufficiale Facebook del GNA, che secondo il Libyan Herald destano grande perplessità. Sia in generale sia per i poteri che questo organismo dovrebbe avere e di cui lo stesso Sarraj non godrebbe. Per il giornale il testo reso noto è più che altro una proposta e anche molto ambiziosa. Che peraltro non tiene conto di una serie di elementi-chiave. Nei prossimi giorni si dovrebbe, comunque, saperne di più.

 

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