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Libia, grandi aspettative per il summit HCS-HoR in Marocco

Libia, Grandi Aspettative Per Il Summit HCS-HoR In Marocco

Ci sono grandi aspettative interne e internazionali sul Libyan Dialogue tra HCS e HoR in Marocco. Soprattutto dopo che Sarraj ha reintegrato Bashagha nel GNA, disinnescando la crisi con Misurata. Erdogan, però, non vuole sorprese

Ci sono grandi aspettative interne e internazionali sul Libyan Dialogue in Marocco, che dovrebbe porre le basi per il nuovo dialogo tra Ovest ed Est, dopo la recente tregua siglata da Fayez Sarraj e Agila Saleh. Soprattutto dopo che il premier del GNA ha reintegrato Fathi Bashagha come ministro dell’Interno, disinnescando la crisi improvvisa scoppiata con Misurata, che rischiava di far precipitare la situazione. Non a caso, sia i membri della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk sia l’Alto Consiglio di Stato (HCS) Tripoli si dicono fiduciosi dagli esiti del consesso. Inoltre, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha voluto incontrare Sarraj prima dell’evento per evitare sorprese che potessero minarne i risultati o danneggiare Ankara, alla luce delle promesse fatte dal governo del paese africano (in particolar modo sulle due basi a Waitiyah e Misurata).

L’unico rischio è Haftar, che continua a provocare le forze pro-Tripoli e a inviare rinforzi e assetti a Sirte. Gli ultimi sono alcuni sistemi di difesa anti-aerea Pantsir, arrivati a Brega. Anche il Generale, però, ha i suoi problemi grazie ai Qadhadfa

A oggi, infatti, l’unico rischio di rottura della tregua in Libia è dato da Khalifa Haftar. Il Generale sta provocando ripetutamente le forze del GNA con attacchi quasi su base quotidiana a ovest di Sirte, cercando di far sì che prima o poi rispondano e quindi si alimenti un’escalation. Inoltre, continua a inviare rinforzi e assetti nella città. Gli ultimi sono alcuni sistemi di difesa anti-aerea Pantsir, spostati da Ajdabiya a Brega, vicino alla città costiera. L’uomo forte della Cirenaica, però, ha problemi interni nell’area. In particolare dalla tribù Qadhadfa, a cui Sarraj ha chiesto di uscire dalle milizie locali per evitare uno spargimento di sangue inutile. Questi, che per ora non hanno ancora risposto al GNA, sono stati prima presi di mira dall’LNA e poi dai mercenari Janjaweed, alleati di Bengasi. Risultato: si sono ribellati e sono andati alla caccia degli aggressori, trucidandoli sul posto.

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