Libia, GNA e Settima Brigata firmano tregua per Tripoli. Ma i rischi restano

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Il GNA di Sarraj e la Settima Brigata dei fratelli Kani firmano una tregua, mediata da UNSMIL, per porre fine al conflitto a Tripoli. Era un passo obbligato per entrambe le parti

In Libia, come avevamo annunciato, la Settima Brigata e il governo di Fayez Al-Sarraj hanno firmato la tregua mediata dalla missione UNSMIL dell’ONU. Il luogo è stato Zawia, dove si sono incontrati i rappresentanti del GNA e delle milizie. Il cessate il fuoco è stato un atto dovuto da entrambe le parti. Tripoli per risolvere velocemente un problema, prima che questo si aggravasse ulteriormente e altri ne potessero approfittare (vedi Haftar o altri gruppi). Il gruppo guidato dai fratelli Kani per evitare una disfatta totale in tempi brevi. Infatti, le forze para-militari all’inizio del conflitto nella città erano avanzate molto velocemente, sfruttando l’effetto sorpresa. Poi, però, questo si era esaurito e nella capitale sono confluite numerose forze e consiglieri internazionali. Di conseguenza, non avrebbero potuto resistere a lungo. Perciò, quella che era nato come un’azione per guadagnare peso nel paese africano, rischiava di trasformarsi solo in un bagno di sangue.

Cosa prevede la tregua tra le milizie Tarhuna e il governo libico

La tregua firmata dal GNA e dalla Settima Brigata ha dei paletti molto ferrei. Innanzitutto prevede la fine immediata delle ostilità a Tripoli e l’istituzione di un meccanismo che ne monitori il rispetto. Inoltre vieta ulteriori movimenti, che potrebbero mettere a rischio la pace a Tripoli. Le parti si impegnano anche a non mettere a rischio i diritti umani e l’incolumità dei civili, nonché a proteggere le proprietà pubbliche e private. A ciò si aggiunge che verranno riaperti l’aeroporto di Mitiga e tutte le strade dentro e fuori la capitale della Libia. Infine, non sono permessi spostamenti di forze, rifornimenti di armi e munizioni e qualsiasi azione che possa alimentare nuovamente le tensioni. Tutti i gruppi e i loro alleati devono osservare nella loro interessa le regole.

Sarraj crea un gruppo di 9 “Guardiani” che garantirà la sicurezza a Tripoli e la proteggerà da possibili nuovi attacchi, anche grazie ai consiglieri internazionali

Rimane, comunque, elevato il rischio che altre formazioni o milizie possano prendere spunto dalla “rivolta” della Settima Brigata e attaccare Tripoli o altri luoghi in Libia. A proposito, Sarraj ha emanato un decreto ad hoc (il 122) come comandante supremo dell’esercito. Questo costituisce una Joint Operations Room (JRO), composta di 9 membri, che si occuperà di garantire la sicurezza nella capitale del paese africano e di scoraggiare possibili futuri tentativi di attacco. Non ci sono conferme ufficiali, ma sembra che presso l’organismo verranno schierati anche consiglieri internazionali che forniranno sostegno al gruppo dei “Guardiani” nella pianificazione ed esecuzione di disposizioni e manovre.

Photo Credits: UNSMIL