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Libia, fumata nera sul nuovo governo al termine del LPDF

Fumata nera sul nuovo governo al termine dei primi incontri del LPDF. I negoziati, però, sono stati importanti per capire le posizioni e le obiezioni di tutte le parti. L’appuntamento è per la prossima settimana, online

La prima tornata del Libyan Political Dialogue Forum (LPDF) si è conclusa senza che sia stato scelto il governo di transizione che accompagnerà il paese africano alle elezioni, previste secondo fonti ONU a dicembre del 2021. Finora, infatti, non è stato trovato un accordo tra le parti su chi dovranno essere i componenti e soprattutto sulla personalità che lo guiderà, coordinandosi con il nuovo Consiglio Presidenziale (PC). Secondo i tecnici, però, l’appuntamento non è stato un fallimento, anzi. Ha permesso alle parti di esprimere ufficialmente la propria posizione e quali sono i dubbi sulle proposte degli altri. Ciò, riferiscono fonti che hanno partecipato al consesso, fornisce una buona base su cui lavorare per arrivare a una quadra. A patto, però, che le discussioni non si protraggano troppo e si arrivi a uno stallo. Non a caso, il gruppo si incontrerà ancora la prossima settimana, anche se in formato virtuale.

Intanto, nasce la nuova Guardia per le strutture petrolifere, agli ordini diretti della NOC. Sarà super partes e vi faranno parte membri delle milizie pro-Sarraj e Haftar

Intanto, però, arrivano anche segnali positivi dai panel a margine della plenaria. In particolare da quello sulla sicurezza presso le infrastrutture petrolifere libiche. La National Oil Corporation (NOC), infatti, ha reso noto che queste saranno protette da una nuova forza unificata, di cui probabilmente faranno parte milizie di Fayez Sarraj e Khalifa Haftar, che sarà agli ordini diretti della NOC. Ciò dovrebbe esitare il ripetersi di quanto avvenuto nel corso della guerra civile tra il GNA e l’LNA, e cioè che le guardie degli impianti si schierino a favore di una delle due parti, bloccando le estrazioni e i terminal. A proposito, il presidente dell’organizzazione, Mustafa Sanalla, ha sottolineato che “la popolazione ha solo una fonte di entrate ed è il petrolio”. Quindi, “la stabilità di questo settore è molto importante per la Libia e lo è altrettanto il ritorno di investitori e aziende stranieri nel paese”.

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