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Libia, falso colpo di scena: Haftar ha aderito alla tregua Sarraj-Saleh

Libia, Falso Colpo Di Scena: Haftar Ha Aderito Alla Tregua Sarraj-Saleh

Falso colpo di scena: Haftar ha aderito alla tregua Sarraj-Saleh. L’LNA annuncia di aver fermato le operazioni a ovest di Sirte-Jufra in base alla Cairo Declaration. Ma è solo per prendere tempo e cercare di limitare il crollo dei consensi, soprattutto da parte delle tribù nell’Est

Falso colpo di scena in Libia: l’LNA afferma di essere impegnato a rispettare la tregua. Lo ha confermato il portavoce dell’esercito di Khalifa Haftar, Ahmed Al-Mismari, in una conferenza stampa a Bengasi in cui ha sottolineato che i soldati hanno interrotto le operazioni a ovest di Sirte e Jufra in base alla Cairo Declaration. Lo riporta The Libyan Address. Finora, invece, gli uomini del Generale avevano rigettato il cessate il fuoco siglato da Fayez Sarraj e Aqila Saleh, definito come “fumo negli occhi” e un’operazione di marketing. Il teorico cambio di posizione, avvenuto mentre in Marocco erano in corso i colloqui informali HCS-HoR, è con buona probabilità un’ulteriore mossa dell’uomo forte della Cirenaica per prendere tempo e cercare di limitare il crollo dei consensi interni. Soprattutto tra le tribù orientali. Queste, infatti, per la prima volta vedono un’alternativa al Generale più conveniente affinché i loro interessi siano tutelati.

Le continue provocazioni contro le forze del GNA e il build up militare a Sirte che non accennano a diminuire sono la conferma

La conferma che l’adesione di Haftar alla tregua sia una bufala arriva da quanto sta succedendo a Sirte. Il Generale continua a rafforzare la presenza militare a Sirte, inviando uomini e assetti anche da sud. Secondo le forze del GNA, un convoglio di 80 veicoli militari è appena arrivato a Lood da Jufra. Inoltre, continuano le violazioni della tregua (negate da Al-Mismari) con lanci di razzi Grad verso i soldati di Sarraj. Ce ne sono state oltre quattro dall’inizio del cessate il fuoco. L’obiettivo è logorarli in modo che reagiscano e così ci sia un’escalation, formalmente per “colpa” di Tripoli. Non a caso, il premier libico ha ordinato perentoriamente alle sue truppe di non reagire in nessun caso, suscitando anche un certo nervosismo al loro interno, che però finora è stato gestito dai comandanti.

 

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