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Libia, dopo Palermo ripartono i lavori di HoR e HSC per la riforma del PC

Libia, Dopo Palermo Ripartono I Lavori Di HoR E HSC Per La Riforma Del PC

Conclusa la Conferenza Internazionale sulla Libia di Palermo, riprendono i lavoro della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk e dell’Alto Consiglio di Stato (HSC) di Tripoli per la riforma del Consiglio Presidenziale (PC)

Sono ripartiti in Libia i lavori della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk e dell’Alto Consiglio di Stato (HSC) di Tripoli per la riforma del Consiglio Presidenziale (PC), sospesi in occasione della Conferenza di Palermo. Il capo del comitato di dialogo della HoR, Abdelsalam Nasiya, ha spiegato alla stampa che i due organismi stanno portando avanti la riorganizzazione del PC. L’obiettivo è farla diventare a 3, con un presidente e due deputati. I comitati coinvolti hanno stabilito un calendario per incontrare i membri della commissione elettorale di HoR e HCS, in base all’accordo firmato di recente. Questo prevede che 40 membri di ciascun Consiglio concordino sul nome di un candidato per il PC da ciascuna delle tre regioni del paese africano (occidentale, orientale e meridionale). Poi, tra i tre eletti verrà scelto il presidente, il quale nominerà un premier esterno.

La riforma del PC desta curiosità tra gli addetti ai lavori. Quale sarà il futuro di Sarraj, alla luce della riorganizzazione e dell’endorsement di Haftar in Italia?

La decisione di HoR e HSC di portare avanti la riforma del Consiglio Presidenziale in Libia desta curiosità. Soprattutto in quanto la riorganizzazione dell’organismo vedrà con ogni probabilità la fuoriuscita di Fayez Sarraj, sia dal vertice del PC sia da premier. Ma a Palermo il suo diretto concorrente, il generale Khalifa Haftar, ha fornito un assist al capo del GNA. Lo ha fatto spiegando “non si cambia un cavallo mentre si sta ancora attraversando un fiume”. Ciò fa pensare che sosterrà Sarraj fino alle elezioni, che in teoria si terranno a giugno del 2019 secondo le speranze ONU. Ma cosa accadrà se nel frattempo i due organismi avranno portato a termine la riforma? Di certo Sarraj non può sperare di essere nominato comandante supremo del nuovo esercito unificato. E’ un incarico che l’uomo forte della Cirenaica ha sempre rivendicato e questo concetto lo ha ribadito in Italia.

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