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Libia, difficilmente Sarraj rilascerà tutti i migranti detenuti a Tripoli

Libia, Difficilmente Sarraj Rilascerà Tutti I Migranti Detenuti A Tripoli

L’ipotesi di Sarraj di rilasciare i migranti detenuti a Tripoli per motivi di sicurezza è poco praticabile. L’eventualità metterebbe a rischio loro, invece di proteggerli, nonché alimenterebbe la crisi in Libia dando un vantaggio inaspettato ad Haftar 

Il rilascio di tutti i migranti detenuti nell’ovest della Libia, ipotizzato dal GNA di Fayez Sarraj, difficilmente avverrà. Ciò in quanto, contrariamente a quanto si pensa, sarebbe molto più pericoloso per Tripoli e per il paese africano, rispetto a quanto lo sarebbe per l’UE. Aprire le carceri, infatti, farebbe riversare nelle strade tra i seimila e i settemila prigionieri. Il loro unico obiettivo è ovviamente quello di fuggire verso un luogo sicuro per la paura di essere re-incarcerati. Ma la mancanza di denaro per pagarsi gli spostamenti via terra o mare, unita alla disperazione, li porterebbe ad accettare qualsiasi tipo di lavoro purché pagato. Khalifa Haftar potrebbe approfittarne per rimpolpare le fila del suo esercito, stanco e con il morale a terra. Sfruttando anche il loro odio verso i militari, che li hanno tenuti segregati. Stesso discorso vale per i gruppi di criminali o i terroristi come ISIS.

L’UE, invece, per il momento potrebbe stare tranquilla. Non ci sono abbastanza barche e l’aumento dei flussi verrebbe subito intercettato. La questione, quindi sarebbe tutta libica

Nel caso Sarraj decidesse di liberare i migranti, l’UE – almeno in un primo tempo – potrebbe stare tranquilla. Anche volendo non ci sono sufficienti barche dei trafficanti, in grado di trasportarli in Europa. Inoltre, si creerebbero flussi molto più evidenti ai radar della comunità internazionale, in grado di agire per fermarli tempestivamente. Perciò, il rischio è tutto “libico” e dei paesi vicini. Chi ha più da perdere da un’operazione del genere, peraltro, in questo momento è proprio Tripoli. Le truppe del GNA, infatti, oggi sono in netto vantaggio rispetto a quelle di Haftar, che continuano a cedere terreno. Inoltre, il recente attacco al campo di Tajoura ha scatenato un’ondata internazionale di critiche al Generale, nonostante l’LNA abbia smentito il suo coinvolgimento. 

La soluzione alternativa, che il GNA sta studiando con i partner internazionali, è trasferire i migranti a rischio da Tripoli in centri più decorosi e gestiti dall’ONU. Si analizzano varie località, ma al momento non è stata presa alcuna decisione

C’è, però, una soluzione alternativa che permette di proteggere i migranti ed evitare i rischi di alimentare la guerra civile in Libia. Svuotare i centri di detenzione nell’area della prima linea a Tripoli e trasferire i prigionieri in strutture più decorose, gestite magari dalle organizzazioni umanitarie e dall’ONU, in zone sicure. Anche questa ipotesi è al vaglio di Sarraj e dei suoi consiglieri, che stanno dialogando con la comunità internazionale sulla sua effettiva praticabilità. Allo studio ci sono diverse località lontane dall’epicentro del conflitto con Haftar, ma al momento non è stata presa ancora alcuna decisione ufficiale.
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