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Libia, Dbeibah presenta il nuovo governo alla HoR un giorno in anticipo sulla deadline

Dbeibah presenta il nuovo governo della Libia alla HoR un giorno in anticipo sulla deadline. L’esecutivo opererà in team su tre pilastri: la lotta al Covid-19, l’elettricità e la riunificazione nazionale in vista delle elezioni

Alla fine il nuovo premier libico, Abdul Hamid Dbeibah, ce l’ha fatta: ha presentato alla Camera dei Rappresentanti (HoR) la composizione del governo e del programma che intende perseguire. Lo ha fatto, peraltro, con un giorno di anticipo rispetto alla deadline del 26 gennaio. Ora la palla passa alla HoR, che alla prima seduta dovrà scegliere se accordare la fiducia all’esecutivo. Sul nome dei prescelti c’è massimo riserbo. Dbeibah si è limitato a dire di aver ricevuto una lista di oltre 3.000 candidati da tutto il paese africano e di averne analizzati 2.300. A proposito di come intende agire, una volta incassata la fiducia, ha spiegato che formerà tre squadre principali. La prima sarà concentrata sull’emergenza Covid-19, la seconda sui problemi dell’elettricità e l’ultima per unificare la popolazione attraverso il Consiglio di Riconciliazione Nazionale. Obiettivo finale: portare la nazione alle elezioni generali del 24 dicembre 2021.

A Est, però, scoppia il caos. A Bengasi la situazione è fuori controllo per ammissione degli stessi politici locali

Oltre a questi temi, però, il governo libico ne dovrà affrontare altri ancora più pressanti. In primis quello della sicurezza, che nell’Est si sta deteriorando rapidamente. A denunciarlo è lo stesso ministro dell’Interno “parallelo”, Ibrahim Bushnaf, il quale ha spiegato che a Bengasi la situazione è fuori controllo e la città è nel caos totale. A proposito ha chiesto al Direttorato della Sicurezza di adottare misure stringenti contro la criminalità dilagante. Inoltre, ha chiesto alla popolazione di formare dei gruppi di pressione, che forniscano sostegno alle forze di sicurezza locali, denunciando l’illegalità e i crimini di cui hanno notizia. Il pericolo è che la regione si sgretoli, in quanto Khalifa Haftar non ha più il grip né sui civili né sui suoi stessi uomini.

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