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Libia, crescono le tensioni Turchia-Haftar dopo il sequestro della Mabrouka

Ankara risponde duramente al sequestro da parte di Haftar della Mabrouka. Rilasciate subito la nave e l’equipaggio o ci saranno gravi conseguenze: diventerete un obiettivo legittimo

Non si è fatta attendere la risposta della Turchia al sequestro da parte dell’LNA della sua nave commerciale che trasportava medicinali verso Misurata. Ankara, come prevedibile, ha intimato a Khalifa Haftar di far immediatemente riprendere il mare alla Mabrouka e al suo equipaggio. Pena, “gravi conseguenze”. Inoltre, è stato esplicitato che le forze del Generale sono diventati “legittimi bersagli”, nonostante la tregua in corso in Libia. Dalla notizia del sequestro, il GNA di Fayez Sarraj e i partner internazionali impegnati nel processo di pace del paese africano hanno cominciato a lavorare per risolvere pacificamente la crisi. C’è il timore condiviso, infatti, che una risposta armata di Recep Tayyp Erdogan possa alimentare un’escalation di violenza e far deragliare il percorso comune avviato con tanti sforzi.

L’LNA non cede e continua a provocare: La Turchia prosegue nel fornire armi al GNA di Sarraj. Inoltre, la risposta del suo ministero degli Esteri è stata di “un’arroganza inaccettabile”

Anche perché Haftar e l’LNA continuano a provocare. Nelle scorse ore il portavoce dell’esercito del Generale, Ahmed al-Mismari, ha annunciato che i suoi uomini sono “in guerra contro la Turchia”, a seguito del fatto che Ankara ha gettato benzina sul conflitto e che ancora oggi prosegue nel fornire armi e assetti a Sarraj. A proposito, infatti, ha ricordato che “nessuno ha annunciato la fine delle battaglie tra le sue forze e le TAF”. Ciò a cui si è aderito è “un cessate il fuoco in rispetto degli sforzi della comunità internazionale, dei paesi amici e del desiderio dei libici di porre fine alla guerra”. Inoltre, ha ribadito che la nave turca era all’interno di un’area riservata e ha sottolineato che la risposta del ministero degli Esteri turco è stata di “un’arroganza inaccettabile”.

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