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Libia, cresce il malcontento tra i soldati e le forze paramilitari occidentali

Dopo le forze del GNA, anche la Tripoli Protection Force (TPF) interviene nei negoziati Sarraj-Haftar. La TPF lamenta la scarsa rappresentatività al LPDF e chiede a UNSMIL di cambiare la lista dei partecipanti

Le forze armate occidentali rischiano di creare problemi al processo di pace in Libia. Dopo i militari del GNA, che hanno rifiutato qualsiasi ipotesi di partecipazione di Khalifa Haftar ai negoziati, ora interviene la Tripoli Protection Force (TPF), che si dice contraria alla lista dei 75 nomi invitati da UNSMIL al Libyan Political Dialogue Forum (LPDF). Secondo la milizia alleata di Fayez Sarraj tra questi ci sono molte figure controverse che hanno contribuito alla distruzione del paese africano e sono accusate di aver provocato insurrezioni. Altri, invece, non avrebbero peso politico o militare nella nazione, ma rappresenterebbero solo loro stessi o interessi esterni, mancando di indipendenza. Di conseguenza, la TPF chiede alla missione ONU di cambiare la lista, scegliendo veri rappresentanti del popolo e delle città. A proposito, propone nel caso un referendum per indicare le persone più adatte.

Le prese di posizione dei soldati e delle forze para-militari occidentali nascono dalla loro marginalizzazione ai negoziati. C’è però il rischio concreto che dalle parole si passi ai fatti

Le ferme prese di posizione dei militari del GNA e della Tripoli Protection Force hanno una ragione ben definita. I soldati e le forze para-militari occidentali sono stati marginalizzati durante i vari tavoli negoziali sulla Libia, da Bouznika a Hurghada. L’unico momento in cui hanno avuto un certo perso è stato nel corso del summit della Joint Military Commission (JMC) 5+5 a Ginevra. Ma anche qui, hanno solo rappresentato le posizioni di Sarraj e Haftar, senza avere un minimo di potere negoziale autonomo. Non a caso, negli accordi raggiunti, non c’è nessun provvedimento che va incontro alle loro esigenze. In primis quella di tutelare i feriti della guerra civile, che avevano richiesto in molte occasioni. A seguito di ciò, al loro intento cresce il malcontento. Ciò è un segnale preoccupante di cui i decisori dovranno tenere conto se vogliono evitare i rischi di improvvise escalation dagli esiti imprevedibili.

 

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