Libia, continua il giallo sulle sorti di Haftar. La soluzione è prevista a breve

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Libia, si infittisce il giallo sulle sorti del generale Khalifa Haftar. L’inviato ONU fa sapere di averci parlato il 13 aprile, ma poi ritratta

Continuano a essere un mistero le condizioni di salute del generale Khalifa Haftar, a capo dell’operazione Dignity in Libia. In molti fanno sapere che è morto, ma altri asseriscono che è vivo. Nel frattempo, il giallo si infittisce. L’inviato ONU nel paese nord africano, Ghassan Salame, aveva dichiarato ad Alnabaa TV di aver parlato recentemente con l’uomo forte della Cirenaica per 10 minuti il 13 aprile, mentre questo si trovava a Parigi. Successivamente, UNSMIL (la missione delle Nazioni Unite in Libia) ha chiesto alla testata che le sue dichiarazioni fossero modificate, attenendosi a quanto riportato dalla dichiarazione della missione sul suo profilo Twitter. Qui si riporta che Salame ha discusso con l’uomo di Tobruk sulla situazione della nazione e sugli ultimi sviluppi politici. Non si fanno, però, riferimenti a quando la conversazione è effettivamente avvenuta e dove Haftar si trovasse.

Secondo l’ex consigliere politico del capo dell’operazione Dignity, a Parigi si lavora per scegliere il suo successore. In pole c’è il generale Abdul-Salam Al-Hasi

Comunque, per scoprire di più sulle sorti di Haftar, bisognerà attendere poco. I suoi più alti consiglieri hanno affermato ai media che l’uomo forte della Cirenaica tornerà in Libia entro martedì. Intanto, per alimentare ulteriormente il giallo, l’ex advisor politico del generale di Tobruk, Mohamed Buisier, ha affermato che a Parigi sono in corso incontri febbrili per trovare un suo sostituto. Dai negoziati, sponsorizzati dalla DGSE francese, emerge un nome, in base a quanto ha scritto Buisier sulla sua pagina Facebook. E’ il generale Abdul-Salam Al-Hasi, attuale governatore militare e capo della Camera dei deputati. L’alto ufficiale è stato indicato da alcuni paesi come il miglior candidato per evitare che la situazione nell’area diventi un caos e ci sia un’escalation di violenza. Invece, scendono le quotazioni di Abdurazzak Al-Nadori, considerato una “testa calda”.

Un’analisi su cosa potrebbe accadere se Haftar fosse realmente morto e su quali prospettive ci sarebbero per l’Italia