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Libia, continua il braccio di ferro NOC-Haftar nonostante gli hashtag

Libia, Continua Il Braccio Di Ferro NOC-Haftar Nonostante Gli Hashtag

Continua in Libia il braccio di ferro tra la NOC e Haftar. La compagnia si prepara a riprendere la produzione a Sharara, ma chiede al Generale di togliere l’embargo aereo sulla regione Sud

Continua in Libia il braccio di ferro tra la National Oil Corporation (NOC) e Khalifa Haftar sull’estrazione di petrolio nel sud. La NOC, dopo aver fatto sapere di essere pronta a riprendere le attività a Sharara (il più grande giacimento nel paese africano) appena il Generale avrà fatto sì che le milizie abbiano lasciato la zona, rilancia. In un comunicato chiede l’abolizione dell’embargo aereo nella regione. “I trasporti e i rifornimenti aerei sono di fondamentale importanza sul campo – si legge nel testo -; in particolare nei casi di evacuazione medica”. Intanto fa sapere che la produzione sta per ripartire, anche se per ora a livelli parziali. La normalità, se i gruppi armati manterranno l’impegno di andarsene, tornerà nei prossimi giorni. L’obiettivo è recuperare quanto prima la perdita di circa 1,8 miliardi di dollari (più o meno 20.000 barili al giorno, bpd), causata dalla chiusura delle infrastrutture per mancanza di sicurezza.

Su Twitter nasce l’hashtag #SecuringTheCapital, in cui si sostiene l’arrivo dell’LNA del Generale a Tripoli

Intanto, sui social media circola una campagna pro-Haftar, attribuita a molti abitanti di Tripoli. Si chiama #SecuringTheCapital ed è diffusa su Twitter. Sotto questo hashtag numerosi utenti invocano l’arrivo dell’LNA nella capitale libica ed esprimono manifestazioni di sostegno al Generale. Non ci sono conferme, però, che gli autori dei post siano effettivamente cittadini di Tripoli e dell’area occidentale del paese africano. L’unica certezza è che i messaggi sono stati inviati negli ultimi giorni, come dimostrano varie fotografie postate dagli utenti. Nonostante ci sia una roadmap stabilita per la soluzione della crisi, accettata e sostenuta sia da Fayez Sarraj sia da Haftar, si ricorrono le voci di un possibile intervento militare a sorpresa nella capitale. Tanto che a Tripoli è appena entrato in vigore un piano di sicurezza ad hoc.

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