Libia, comincia la fuga delle società petrolifere straniere per poca sicurezza

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Le società petrolifere straniere cominciano ad abbandonare la Libia per problemi legati alla sicurezza. L’algerina Sonatrach ha “temporaneamente” lasciato la nazione riportando in patria personale ed equipaggiamenti

Le società petrolifere straniere cominciano ad abbandonare la Libia per problemi di sicurezza. L’algerina Sonatrach ha “temporaneamente” abbandonato le operazioni nel paese nord africano. Lo ha fatto trasferendo i patria tutti i suoi equipaggiamenti e il personale, attraverso il valico di frontiera di Ghadames. La società statale, prima di lasciare la nazione vicina, aveva completato la perforazione di circa sette pozzi e li aveva resi pronti a essere sfruttati, operando in partnership con la National Oil Corporation (NOC). L’aumento di attacchi da parte di terrorismo e criminali, però, hanno reso obbligatoria la chiusura temporanea delle attività, che verranno riprese quando le condizioni per la sicurezza lo permetteranno. Gli esperti temono che la partenza della Sonatrach possa essere solo la prima di una serie, se la situazione non migliorerà velocemente.

La NOC solo pochi giorni fa aveva lanciato l’allarme sui rischi legati alla sicurezza nel settore petrolifero e aveva avvertito che se questa non migliorerà, a pagarne sarà la popolazione

D’altronde era stata la stessa NOC a lanciare recentemente un allarme sul continuo deteriorarsi della sicurezza in Libia. E in particolare di quella legata al settore del petrolio. Lo aveva fatto dopo l’attacco di un gruppo di criminali alla sotto-stazione di Al-Sharara. A seguito di questo trend in crescita la Compagnia statale del paese africano ha chiesto alle autorità locali e a quelle nazionali di incrementare la sicurezza. Sia in relazione alle strutture, soprattutto quelle periferiche, sia del personale. La NOC ha avvertito che se ciò non accadrà, ci sarà una diminuzione dell’output a livello nazionale. Ciò causerà danni sostanziali alla popolazione dello Stato. Inoltre, a proposito ha ribadito la necessità che quanto prima venga costituito un apparato di sicurezza unificato. A prescindere da chi ne sarà il comandante.