skip to Main Content

Libia, colpo di scena: si dimette l’inviato ONU e capo di UNSMIL Salamé

Colpo di scena nella crisi libica: l’inviato speciale ONU e capo della missione UNSMIL, Ghassan Salamé, ha rassegnato le sue dimissioni: troppo stress

Colpo di scena nella crisi della Libia: l’inviato speciale ONU e capo della missione UNSMIL, Ghassan Salamé, ha rassegnato le sue dimissioni. Lo ha annunciato lui stesso sul suo profilo Twitter. Il diplomatico ha sottolineato  che per due anni ha “cercato di riunire i libici, frenare l’interferenza dall’esterno e preservare l’unità del paese. Oggi che si è tenuto il vertice di Berlino ed è stata emessa la risoluzione 2510 e le tre tracce sono state lanciate nonostante l’esitazione di alcuni, riconosco che la mia salute non consente più questo tasso di stress. Così ho chiesto al Segretario Generale di sollevarmi, sperando che la Libia raggiunga la pace e la stabilità”. Si attendono ora le reazioni delle Nazioni Unite, nonché i commenti di Fayez Sarraj e Khalifa Haftar. Intanto, sui social media ci sono reazioni contrastanti. Alcuni manifestano dispiacere per la decisione, mentre altri criticano il suo operato.

La decisione è un durissimo colpo ai negoziati politici con Sarraj e Haftar per la soluzione della crisi. Si aggiunge alla sfiducia dei due attori verso la comunità internazionale e alla fine della tregua, causata da bombardamenti a tappeto e attacchi dell’LNA

Le dimissioni di Salamé, se confermate, assestano un altro colpo durissimo ai negoziati politici per la soluzione della crisi in Libia e aggravano una situazione già molto tesa, in continuo deterioramento. Prima Sarraj e Haftar hanno deciso di boicottare i colloqui a Ginevra di GNA e LNA con il Comitato militare dei P5+5. Poi, c’è stata una improvvisa escalation militare, soprattutto da parte del Generale che ha bombardato a tappeto l’area di Tripoli e l’aeroporto di Mitiga. Inoltre, le sue truppe stanno cercando in ogni modo di conquistare Aziziyah, allo scopo di isolare Gharyan. In conseguenza di ciò e del fatto che nessuno dei due attori si fida più della comunità internazionale, se non dei propri partner di riferimento, la tregua è definitivamente morta. La stessa Russia ha fatto sapere di non vedere in nessuno dei due attori al momento la volontà di implementare quanto stabilito a Berlino. 

Si teme un’escalation degli scontri tra GNA e LNA, anche se lo stallo militare dovrebbe proseguire. C’è però un elemento che potrebbe inaspettatamente sbloccare la situazione: la popolazione

L’unico, invece, che ha tentato fino all’ultimo una mediazione tra Sarraj e Haftar è stato proprio l’inviato ONU. Le sue dimissioni, perciò, non fanno presagire nulla di buono sul futuro della Libia. Soprattutto se le si vedono come una resa alla mancanza di volontà effettiva in ambito internazionale di risolvere la crisi. E’ altamente probabile, quindi, che gli scontri tra GNA e LNA continueranno anche con maggiore intensità. A meno di novità dell’ultimo minuto, comunque, lo stallo militare nel paese nord africano proseguirà. Resta solo da capire la popolazione, sempre più in difficoltà a causa del blocco del petrolio da parte del Generale, quanto sarà ancora in grado di resistere. I libici, infatti, a causa della disperazione potrebbero inaspettatamente diventare l’elemento chiave per sbloccare la situazione. Non si sa, però, a quale prezzo.

Back To Top