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Libia, chi cerca di far deragliare la tregua tra Sarraj e Saleh?

Qualcuno sta cercando di far deragliare la tregua in Libia, appena raggiunta tra Sarraj e Saleh. Qualcuno ha aperto il fuoco sui manifestanti a Tripoli, Misurata e Zawia. Il GNA accusa gli infiltrati e apre un’indagine. Occhi puntati su Haftar e sulle milizie

Qualcuno sta cercando di far deragliare la tregua in Libia, appena raggiunta tra Fayez Sarraj e Aguila Saleh? Nelle scorse ore ci sono state alcune manifestazioni contro la corruzione endemica nel GNA a Tripoli, Misurata e Zawia, sfociate nella violenza. Tanto che le forze di sicurezza locali sono state accusate di avere aperto il fuoco sui dimostranti. Il ministero dell’Interno, però, ha negato qualunque coinvolgimento dei propri uomini e ha annunciato l’apertura di un’inchiesta, i cui risultati saranno resi pubblici. Si teme, infatti, che sia opera di infiltrati i quali vogliono alimentare le tensioni tra abitanti e istituzioni per rallentare o addirittura far fallire il cessate il fuoco. Gli occhi sono puntati non solo su Khalifa Haftar, colui che perde di più dall’intesa; ma anche sulle milizie occidentali. Queste, infatti, con la riunificazione delle forze armate perderanno la maggior parte dei privilegi, ottenuti per il supporto fornito contro l’LNA.

Il cammino annunciato è ambizioso e con tempi precisi. Peraltro ha ottenuto il placet dei rispettivi alleati. Il Generale e Bengasi, però, sono marginalizzati. I gruppi armati locali, invece, vedono minacciati i loro privilegi

D’altronde la tregua in Libia e il percorso annunciato sono chiari. Sarraj e Saleh hanno stabilito il ritiro delle forze internazionali dal paese (escluso probabilmente dalle basi che tripoli e Bengasi hanno ceduto rispettivamente a Turchia e Russia), l’organizzazioni di elezioni presidenziali e parlamentari a marzo, nonché la ripresa della produzione petrolifera. A proposito, peraltro, si pensa di distribuire equamente le entrate generate tra la capitale del GNA e Tobruk. Parallelamente, si lavorerà alla riunificazione delle forze armate, inserendo le milizie alleate (a patto che non si siano macchiate di crimini) nel nuovo esercito nazionale, il cui comandante proverrà a turno dalle tre regioni. Cammino su cui per di più hanno dato il loro placet gli alleati internazionali delle due parti. Haftar, l’LNA e Bengasi sono stati, quindi, marginalizzati. Inoltre, le milizie dovranno sottostare a autorità superiori e a regole imposte, non necessariamente condivise, perdendo la loro autonomia e privilegi. 

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