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Libia, Aziziyah diventa l’epicentro della guerra tra Haftar e Sarraj

Libia, Aziziyah Diventa L’epicentro Della Guerra Tra Haftar E Sarraj

Aziziyah diventa l’epicentro della guerra civile in Libia tra Sarraj e Haftar. Botta e risposta di attacchi, ma la situazione rimane in sostanziale equilibrio

Azaziyah, come previsto, è diventata l’epicentro della guerra civile tra le forze di Fayez Sarraj e l’LNA di Khalifa Haftar. Nelle scorse ore si sono registrati violenti scontri presso la città libica, sita a circa 40 chilometri a sud di Tripoli. I soldati del GNA hanno anche abbattuto un caccia di Bengasi a ovest di Sabratha, mentre cercava di atterrare presso nella base aerea di al-Watiya. Inoltre, hanno attaccato le truppe del Generale nell’area di al-Tawaisha e Qasr Ben Ghashir. I portavoce dell’uomo forte della Cirenaica, invece, hanno fatto sapere di aver anch’essi abbattuto un velivolo da ricognizione nemico ad Azaziyah e che è cominciata una campagna di raid aerei contro le milizie nella zona e a Gharyan. Di fatto, la situazione al momento appare in sostanziale equilibrio. Ciò nonostante le rispettive affermazioni su grandi progressi.

Sarraj chiede all’ONU che a Berlino siano invitati tutti i paesi coinvolti nella crisi libica, senza eccezione. Parallelamente, però ribadisce che la guerra contro Haftar non si fermerà, nonché che il Generale e l’LNA dovrebbero essere giudicati per crimini di guerra

Sarraj intanto chiede all’ONU che tutti i paesi coinvolti nella crisi libica, senza alcuna eccezione, partecipino alla Conferenza di Berlino. Il capo del GNA ha incontrato a proposito Ghassan Salamé, numero uno della missione UNSMIL, e la sua vice per gli affari politici, l’ambasciatore Stephanie Williams. Nel corso del colloquio parallelamente, però, Sarraj ha ribadito la sua determinazione a contrastare la campagna aggressiva di Haftar a sud di Tripoli e ha ricordato che il Generale e l’LNA dovrebbero essere ritenuti responsabili di crimini di guerra, nonché violazione delle leggi sui diritti umani. Ciò a seguito dei reiterati attacchi contro la popolazione e obiettivi civili. L’opzione, che una volta sarebbe stata fantasiosa, infatti, oggi è plausibile. Soprattutto dopo l’ultimo strike del Generale sull’accademia equestre di Janzour, che ha causato diversi feriti anche tra i bambini e che ha suscitato un’ondata di condanne internazionali, anche da alcuni (ex) partner di Bengasi.

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