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Libia, aumentano i rischi di guerra civile e crollo della sicurezza

Libia, Aumentano I Rischi Di Guerra Civile E Crollo Della Sicurezza

Aumentano in Libia i rischi di una nuova guerra civile, grazie ad alcuni fattori destabilizzanti: l’operazione di Haftar a Sud, che a sorpresa potrebbe convergere su Tripoli, e il rifiuto degli elders nell’Ovest a qualunque governo militare

Aumentano in Libia i rischi di una nuova guerra civile. Ciò non solo a seguito dell’operazione di Khalifa Haftar a Sud. Ma anche della crescita di movimenti leali al Generale nella provincia occidentale del paese africano e di nuovi scontri interni tra il Consiglio Presidenziale (PC) di Fayez Sarraj e i vertici militari. Sul primo fronte, le forze dell’LNA proseguono spedite le manovre, nonostante le richieste da più parti di interromperle per salvaguardare la sicurezza della popolazione nell’area. In particolare della tribù Tabu, che secondo varie fonti sta subendo una vera e propria pulizia etnica da parte delle milizie alleate di Haftar. Sul secondo, gli elders di Misurata e Tajoura hanno annunciato che rigetteranno qualsiasi tipo di dittatura o di governo militare. Inoltre, hanno aggiunto che non permetteranno a nessuno di usare la della regione Ovest per condurre guerre. Il Consiglio ha ribadito che la massima autorità deve essere civile.

A essi si aggiunge il braccio di ferro tra Sarraj e i vertici dell’esercito. Al-Taweel, destituito a febbraio da Sarraj, lascerà solo dopo un provvedimento approvato all’unanimità dal Consiglio Presidenziale (PC)

A Tripoli, infine, prosegue il braccio di ferro tra Sarraj e il capo di Stato Maggiore delle forze armate, il generale Abdelrahman Al-Taweel, destituito a febbraio. Questo ha reso noto che non ha intenzione di lasciare l’incarico, in quanto la decisione di sostituirlo con Mohammed Al-Sharif è stata presa in totale autonomia dal premier libico senza coinvolgere gli altri membri del PC. Di conseguenza, ha affermato, si dimetterà solo a seguito di un provvedimento all’unanimità dell’organismo. Peraltro, ha parlato indirettamente anche della possibile offensiva di Haftar nell’Ovest. A proposito, ha spiegato che l’LNA non può entrare nella capitale grazie alle sue forze di difesa. Ciò conferma che il piano di sicurezza appena varato aveva come obiettivo la protezione della città da attacchi in massa, e non dal terrorismo o azioni spot delle milizie. Al-Taweel, comunque, si è detto disponibile a incontrare il Generale per discutere dell’unificazione dell’esercito.

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