Libia, aumenta la violenza nella zona costiera da Sabratha a Sirte

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Nuovi scontri armati infiammano la zona costiera libica alla vigilia della Conferenza Internazionale di Palermo. A Sabratha la Operation Room afferma di aver respinto un tentato attacco di Isis. Della brigata 148 di Ahmad al-Dabbashi

Nuovi scontri armati infiammano la zona costiera della Libia alla vigilia della Conferenza Internazionale di Palermo. Il comandante della Operation Room anti-Isis a Sabratha, Omar Abdeljalil, ha affermato che il suo gruppo ha sventato un attacco dei jihadisti che cercavano di assumere il controllo della città. Secondo Abdeljalil, i miliziani dello Stato Islamico hanno tentato di entrare nel centro abitato da sud, mettendo in fuga i miliziani. In particolare, la Brigata Al-Wadi si sarebbe scontrata con i terroristi/criminali della Brigata 148 di Ahmad al-Dabbashi (alias Al-Ammo). Questo, inserito nella lista dei sanzionati dal Consiglio di Sicurezza ONU, guida un gruppo di trafficanti di migranti e ha solidi legami con Daesh e i suoi affiliati. tanto che alcuni suoi membri provengono dal gruppo terroristico. La notizia degli scontri è stata confermata, ma non la sua origine. Sembrerebbe, infatti, che gli attori coinvolti nella battaglia siano altri.

Fonti ben informate sono convinte che Daesh sia estraneo. Si ipotizza un’azione degli uomini della Zona Militare Occidentale della Libia contro la brigata salafista Al-Wadi

Isis, infatti, potrebbe non avere nulla a che fare con quanto accaduto a Sabratha. Fonti ben informate sono convinte che dietro all’offensiva ci possa essere Osama Al-Juwaili, a capo della Zona Militare Occidentale della Libia. Il comandante recentemente aveva minacciato di cacciare la brigata salafista Al-Wadi dalla città. E, per coincidenza, è proprio questa l’unità che ha risposto alla presunta azione dei terroristi nel distretto di Jafara. Si ipotizza che Al-Juwaili abbia saggiato le difese del nemico, per aumentare la pressione e valutare quale fosse il loro livello di prontezza. Si teme che presto possa passare alle vie di fatto, con un ulteriore deterioramento della sicurezza del paese nord africano. Per di più nell’area costiera, non lontano dal confine con la Tunisia né da Tripoli (la città dista circa 75 chilometri dalla capitale).

Ad Al-Khums c’è stato il tentato omicidio del vice comandante delle Forze di protezione e sicurezza di Sirte (SPFP). Sembra che con l’attenzione concentrata su Tripoli e a Sud, sia in aumento la violenza in tutta la zona costiera

Ad aggravare la situazione nella zona costiera della Libia, peraltro, c’è stato il tentato omicidio del vice comandante delle Forze di protezione e sicurezza di Sirte (SPFP), Ali Erfida. L’uomo, uno dei leader di Al-Bunyan Al-Marsous, è stato ferito gravemente mentre si trovava in auto ad Al-Khums, in viaggio per Tripoli. Al momento non è chiaro chi siano i mandanti dell’azione, ma nell’area ci sono diversi gruppi armati di estremisti, come i salafiti (madkaliti o madkalisti), ostili a Tripoli e alle brigate alleate. Di fatto, nella zona c’è un improvviso aumento di recrudescenza di violenza. Segno che il nervosismo nel paese nord africano è in crescita. Più di qualcuno teme di perdere privilegi. Di conseguenza, passa all’azione per riaffermare il proprio peso o per guadagnarne di nuovo. Soprattutto ora che l’attenzione generale è concentrata soprattutto nella capitale e a Sud, per sconfiggere terrorismo e criminali.