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Libia, attesa per l’incontro del comitato militare dei P5+5 a Ginevra

Libia, Attesa Per L’incontro Del Comitato Militare Dei P5+5 A Ginevra

C’è attesa per l’incontro del comitato militare dei P5+5 a Ginevra, che dovrebbe tenersi la prossima settimana. L’evento, però, parte in salita. GNA e HCS minacciano di disertarlo se Haftar continuerà a violare la tregua e ad attaccare obiettivi civili

Il comitato militare dei P5+5 si dovrebbe incontrare a Ginevra all’inizio della settimana prossima per discutere sulla crisi crescente in Libia. Lo rivelano alcune fonti vicine all’ONU. La situazione nel paese nord africano, nonostante la recente Conferenza di Berlino, è precipitata molto velocemente. A meno di un giorno dalla fine dell’evento, infatti, sono ripresi i combattimenti tra le forze di fayez Sarraj e quelle di Khalifa Haftar. Con queste ultime, peraltro, che hanno dichiarato una no-fly zone sul triangolo Gharyan-Tarhuna-Tripoli e attaccato l’aeroporto di Mitiga. Il meeting in Svizzera, però, parte in salita. Sia dall’alto Consiglio di Stato (HCS) sia dal GNA minacciano di disertarlo se l’LNA continuerà a prendere di mira obiettivi civili e la popolazione, nonché a violare la tregua. La denuncia è che gli uomini del Generale abbiano cercato di infiltrarsi a Khallalat, ma sono stati respinti.

Intanto, sul terreno in Libia si continua a combattere. Dopo l’offensiva dell’LNA, le forze di Sarraj passano al contrattacco

Parallelamente, sul terreno in Libia si continua a combattere. Dopo l’offensiva dell’LNA dei giorni scorsi, le forze del GNA sono passate al contrattacco. SI registrano scontri a Salah al-Din, Al Jazirah Al Fahm, Wadi Al Rabia e Ain Zara. Inoltre, Gharyan è attentamente monitorata dai soldati di Sarraj, nel timore che le truppe di Haftar possano tentare qualche colpo di mano. Ieri, invece, gli uomini del Generale avevano abbattuto un drone nemico vicino a Tripoli, che secondo Bengasi era decollato dall’aeroporto di Mitiga. Di contro, però, la componente aerea dell’uomo forte della Cirenaica per il momento non sta colpendo la capitale. Con buona probabilità, si teme che la Turchia possa aver inviato, insieme ai consiglieri militari e agli addestratori, anche sistemi di difesa anti-aerea. Di conseguenza, l’artiglieria è diventata protagonista.

La guerra del petrolio di Haftar causa già i primi effetti: stop alla produzione e blackout elettrici. Inoltre, secondo la NOC, potrebbe far aumentare le partenze dei migranti verso l’UE

Intanto, si cominciano a vedere i primi effetti in Libia sul fatto che Haftar continui a mantenere il controllo su giacimenti e terminal petroliferi, nonostante tutti gli appelli internazionali. Il presidente della National Oil Corporation (NOC), Mustafa Sanallah, ha spiegato al Financial Times che il blocco dell’export del greggio ha già determinato uno stop della produzione e diversi blackout elettrici in alcune zone del paese nord africano. Inoltre, se proseguirà, entro pochi giorni l’output collasserà ai livelli più bassi dal 2011. “Ogni giorno la situazione peggiora – ha denunciato -. Questi blocchi sono azioni illegali e criminali. Devono essere risolti rapidamente, poiché più a lungo restiamo offline, più è difficile ripristinare la produzione nei campi più vecchi”. Inoltre, ha sottolineato che la crisi rischia di erodere le riserve di cassa nazionali e di esacerbare la crisi dei migranti in Europa, incoraggiando un aumento di partenze dalla Libia attraverso il Mediterraneo.

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