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Libia, Ankara sta inviando armi ed equipaggiamenti a Misurata?

Libia, Ankara Sta Inviando Armi Ed Equipaggiamenti A Misurata?

Ankara sta inviando armi e rifornimenti a Misurata? Una nave e un aereo starebbero trasportando rifornimenti dopo l’annuncio di mobilitazione generale dell’area a favore del GNA di Sarraj contro Haftar

La Turchia sta rifornendo Misurata di armi ed equipaggiamenti? Questo sembra trasparire dalle notizie emerse sui social media. Secondo diverse fonti, un aero cargo decollato da Istanbul è in viaggio verso la città occidentale libica. Inoltre, la nave container Osman Prince, battente bandiera delle Comore e salpata da Nemrut, ha appena attraccato al porto del centro urbano. Si sospetta che Ankara stia inviando risorse alle milizie locali, dopo che queste hanno dichiarato – insieme a quelle di numerose città del quadrante – la mobilitazione generale a sostegno del GNA di Fayez Sarraj e guerra aperta a Khalifa Haftar. La “chiamata alle armi” nell’intera regione dovrebbe avere l’obiettivo di lanciare una maxi-operazione per fermare l’offensiva dell’LNA a sud di Tripoli e cacciare gli uomini del Generale dal quadrante. Finora, comunque, non ci sono conferme ufficiali sull’invio di risorse da parte della Turchia.

Gli Stati Uniti usano lo o US-Libya Economic Dialogue in Tunisia per creare una base di dialogo tra Tripoli e Bengasi

Intanto, gli Usa stanno cercando di stabilire una base di dialogo tra il GNA di Sarraj e Haftar. L’ultimo tentativo è avvenuto attraverso lo US-Libya Economic Dialogue in Tunisia, a cui hanno partecipato le delegazioni dei due schieramenti. Secondo gli Stati Uniti, l’ampia partecipazione all’evento da parte di tutti gli attori, “conferma che fare progressi è possibile” e che “con il supporto internazionale e grazie agli sforzi dell’inviato speciale ONU, Ghassan Salamé, i libici possono tracciare un percorso che garantisca sicurezza e prosperità a tutta la popolazione”. Non si ha, però, notizia su un eventuale incontro bilaterale tra i rappresentanti di Tripoli e quelli di Bengasi, nonché su possibili colloqui legati alla crisi in corso se non in via generale.

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