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Libia, al via il secondo round del LPDF (in formato virtuale)

E’ cominciato in formato virtuale il secondo round di negoziati del  Libyan Political Dialogue Forum (LPDF). Obiettivo: raggiungere la quadra su nuovo governo di transizione e Consiglio Presidenziale, in vista delle elezioni

E’ cominciato in formato virtuale il secondo round di negoziati del  Libyan Political Dialogue Forum (LPDF). Vi partecipano l’inviato speciale ONU esecutivo per la Libia, Stephanie Williams, e 75 rappresentati del paese africano. Obiettivo di questa sessione è trovare la quadra per la costituzione di un nuovo governo di transizione, che sostituisca il GNA di Fayez Sarraj e porti la nazione alle elezioni di dicembre del 2021. Inoltre, bisognerà stabilire quali saranno i poteri del nuovo Consiglio Presidenziale (PC), che sarà composto da tre membri (presidente e due vice), presumibilmente uno per regione (Tripolitania, Cirenaia e Fezzan). Il primo round di colloqui (dal vivo) si era concluso il 15 novembre a Tunisi, senza che però fosse raggiunta un’intesa. I partecipanti lo hanno comunque giudicato positivo, in quanto ha permesso a tutti di conoscere le rispettive posizioni.

Le due anime della HoR, parallelamente, si incontrano a Tangeri per riunificare l’organo legislativo. Intanto, Italia, Francia, Germania, UK sono pronte a intraprendere azioni contro chi minaccia il processo in corso

Parallelamente, i membri della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tripoli e di Tobruk sono arrivati a Tangeri per una sessione plenaria straordinaria. Obiettivo: decidere insieme le strade da attuare per riunificare l’organo legislativo in vista dei prossimi appuntamenti: il referendum costituzionale, che si dovrebbe tenere verso febbraio, e il voto per le presidenziali e le politiche a fine anno. Intanto, Italia, Francia, Germania e UK hanno diffuso una dichiarazione congiunta sulla Libia. All’interno si lodano e incoraggiano gli sforzi del LPDF, ma c’è anche un avvertimento importante. “Siamo pronti ad adottare misure contro coloro che ostacolano il Libyan Political Dialogue Forum e gli altri percorsi del processo di Berlino – si legge nel testo -; nonché coloro che continuano a saccheggiare fondi statali o commettere abusi e violazioni dei diritti umani in tutto il paese”.

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