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Libia, al via gli incontri de Comitato militare dei P5+5 con GNA e LNA

Libia, Al Via Gli Incontri De Comitato Militare Dei P5+5 Con GNA E LNA

Al via a Ginevra gli incontri de Comitato militare dei P5+5 con GNA e LNA. Gli analisti però, nutrono poca fiducia. Né Sarraj né Haftar sembrano intenzionati a fermarsi

Al via a Ginevra gli incontri del Comitato militare dei P5+5 sulla crisi in Libia con rappresentanti del GNA e dell’LNA. All’iniziativa, sponsorizzata dall’ONU, hanno preso parte cinque alti funzionari del governo di Fayez Sarraj e altrettanti dell’esercito di Khalifa Haftar. A moderare l’evento l’inviato speciale delle Nazioni Unite e capo della missione UNSMIL, Ghassan Salamé. Obiettivo: ripristinare la tregua, fondamentale per riavviare un percorso politico nel paese nord africano. Gli analisti, però, nutrono poca fiducia sul fatto che il summit possa produrre risultati concreti. Ciò, soprattutto a seguito del fatto che nessuna delle due parti ha effettivamente intenzione di cedere, in particolare modo in un momento critico come questo in cui si accusano a vicenda e si stanno affrontando con le armi ad Abu Grein. Si teme, infatti, che il premier del GNA e il Generale cerchino solo di prendere tempo, mentre ammassano armi e assetti.

Intanto, in Libia la guerra tra Ovest ed Est ad Abu Grein è già in stallo

Intanto, il Libia continua la guerra. I soldati di Sarraj, dopo aver lanciato una controffensiva ad Abu Grein, sono riusciti per ora a bloccare l’operazione di Haftar verso Misurata, creando una linea di difesa nell’area. Parallelamente hanno continuato ad attaccare le retrovie dell’LNA quasi fino a Sirte per impedire al Generale di inviare rinforzi alla prima linea. Questo ha reagito facendo bombardare i militari pro-GNA per cercare di aprire un varco. I tentativi, però, almeno fino al momento sono falliti. Inoltre, ha inviato nuovi assetti a Sirte per prevenire possibili raid ostili a sorpresa. La situazione sul terreno, comunque, al momento appare in stallo nonostante i rispettivi tentativi di guadagnare terreno. Ciò anche sfruttando i mercenari alleati. Dalla parte di Sarraj ci sono combattenti siriani, mentre da quella di Haftar miliziani sudanesi e chadiani. Inoltre, Tripoli conta sui consiglieri turchi, mentre Bengasi sui russi della Wagner.

I vicini della Libia cominciano a preoccuparsi dell’escalation. La Tunisia invia rinforzi al confine, mentre l’Algeria propone un incontro dei capi tribali per risolvere la crisi

Anche i paesi vicini alla Libia cominciano a muoversi preoccupati dell’escalation di violenza. La Tunisia ha inviato rinforzi alle frontiere, nel timore che la situazione si possa deteriorare ulteriormente e ci possano essere sconfinamenti. L’Algeria, invece, sta operando sul piano diplomatico con una proposta originale: organizzare un incontro tra i vertici dei gruppi tribali, sponsorizzato dall’ONU, per trovare una soluzione alla crisi. L’iniziativa, secondo il presidente Abdelmadjid Tebboune, si potrebbe tenere ad Algeri o Tunisi. L’ipotesi, in principio remota, comincia a prendere piede. Ciò in quanto sia per Sarraj sia per Haftar sarebbe molto difficile sconfessare i capi delle proprie tribù. Di conseguenza, questi potrebbero essere il vero ago della bilancia. Al momento, comunque, non c’è ancora nulla di certo anche se nel paese nord africano la proposta viene valutata attentamente dalle fazioni pro-GNA e da quelle legate a Bengasi. Nei prossimi giorni, quindi, ci potrebbero essere novità.

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