Libia, al via l’applicazione del Piano per la Sicurezza nella Grande Tripoli

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Al via in Libia il piano per la sicurezza nella Grande Tripoli. Le forze regolari del GNA di Sarraj sostituiscono le milizie nella protezione degli edifici strategici

In Libia prende il via il piano per la sicurezza della Grande Tripoli. Le forze regolari stanno, infatti, sostituendo quelle paramilitari nel controllo di alcuni edifici strategici nella capitale del paese nord africano.Partendo da quelli dei media e delle TLC come la Telecommunications Information Technology Company (LPTIC), Al-Madar, Libyana e LTT. Le truppe garantiranno formalmente, secondo il piano, l’incolumità della popolazione locale e l’integrità delle loro proprietà. In realtà il loro compito sarà prevenire che le milizie assumano il controllo delle strutture e le rivendichino come proprie. Come peraltro avvenuto proprio in relazione alla LPTIC nel 2014, quando il presidente e il consiglio di amministrazione dovettero fuggire a Malta per salvarsi la vita. Con l’arrivo di Sarraj e del GNA rientrarono in Libia, ma il consiglio insediato dalle milizie si rifiutò di riconoscerli mantenendo il controllo della società.

A Tripoli si lavora senza sosta per far sì che il piano sia completamente operativo al più presto. Si temono nuovi attacchi a sorpresa delle milizie con l’avvicinarsi della Conferenza di Palermo e la presunta data delle elezioni

A Tripoli si sta lavorando senza sosta per far sì che il piano entri nella piena operatività al più presto. Ci sono forti timori, infatti, che qualche milizia o gruppo possa condurre nuovi attacchi a sorpresa nell’area della capitale. Soprattutto con l’avvicinarsi della Conferenza Internazionale in Italia (Palermo) e della presunta data delle elezioni. Gli interessi in gioco sono alti e in molti nel paese africano guardano con sospetto i due appuntamenti, che rischiano di far perdere loro privilegi promessi o acquisiti. Tanto che, il comandante del Centro operativo congiunto sta riportando costantemente i progressi sul Piano al GNA, a Sarraj e a UNMIS, la missione ONU in Libia.

Sarraj e il GNA devono affrontare anche altre 2 minacce: Isis che sale verso nord e il generale Haftar, il quale ha lanciato l’operazione Murzuq Basin a sud

L’urgenza di velocizzare l’esecuzione del piano a Tripoli è dettata anche dal fatto che Isis dal sud della Libia sta salendo verso il centro e la costa, come conferma l’attacco a Fuqaha (Jufra). Inoltre, il generale Khalifa Haftar ha lanciato nella zona meridionale l’operazione Murzuq Basin con l’obiettivo di riportare la sicurezza e sconfiggere il terrorismo e la criminalità. Di conseguenza, il GNA e Sarraj devono al più presto avviare manovre analoghe. Ma lo potranno fare solo se la capitale del paese nord africano e l’area circostante saranno state messe in sicurezza. Altrimenti, si rischia di distrarre forze nel caso di ipotetici nuovi attacchi delle milizie.