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Libia, a sud di Tripoli è stallo ma Haftar è sconfitto politicamente

Libia, A Sud Di Tripoli è Stallo Ma Haftar è Sconfitto Politicamente

In Libia la situazione sul terreno è in stallo e in sostanziale equilibrio. L’LNA di Haftar non penetra le difese del GNA a sud di Tripoli e le forze di Sarraj non avanzano in maniera significativa. In compenso il Generale continua a bombardare l’area costiera

La situazione sul terreno in Libia è di stallo totale. Le truppe di Khalifa Haftar da circa una settimana non riescono ad avanzare a sud di Tripoli e quelle del GNA non registrano progressi significativi. Le aree dove gli scontri sono più intensi sono Ain Zara e l’aeroporto internazionale di Mitiga. Nella prima l’LNA cerca di aprire un varco nelle difese nemiche. Nella seconda, le forze di Fayez Sarraj puntano a riprendere lo scalo in ogni modo, ma finora le difese del Generale hanno retto. L’uomo forte della Cirenaica parallelamente continua a bombardare la periferia della capitale e la zona costiera, anche se ciò non gli porta alcun beneficio. I caccia di Bengasi, infatti, hanno colpito una prigione, il dipartimento di sicurezza e in magazzino di prodotti per la pulizia a Janzour. Inoltre, è stata danneggiata una fattoria a Wadi Rabea. Perciò, nessun obiettivo militare o strategico.

Il successo di Sarraj nell’ottenere nuovamente il sostegno della Francia, che comunque vuole salvare Haftar, ha spiazzato il Generale. Questo, fortemente indebolito e quasi sconfitto ora cercherà la vendetta e il riscatto in ogni modo. Si rischiano un bagno di sangue e violenze

Ma, se a livello militare Tripoli e Bengasi si equilibrano, in quello politico Haftar è in netto svantaggio. Forse è stato addirittura sconfitto da Sarraj. Il premier del GNA, infatti, è riuscito a ottenere nuovamente sostegno dalla Francia, seppur con la richiesta di una tregua incondizionata che salverebbe la faccia anche al Generale. L’endorsement di Parigi, però, ha spiazzato l’uomo forte della Cirenaica, il quale si aspettava esternazioni più neutre e generiche, che gli avrebbero permesso di continuare la sua offensiva come se nulla fosse. Ora, fortemente indebolito e quasi sconfitto, andrà in cerca di vendetta e di riscatto. C’è da aspettarsi quindi, che aumenterà l’intensità degli attacchi contro tutti gli obiettivi, compresi quelli poco “paganti”, durante tutto il Ramadan. Parallelamente, aumenteranno le paranoie su presunte spie e nemici nascosti. Il che rischiano di trasformarsi, se la comunità internazionale non riuscirà a fermarlo prima, in nuove violenze gratuite.

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