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Libia, a Hurgada un altro passo avanti verso la fine della crisi

I colloqui delle delegazioni di Sarraj e Haftar a Hurgada sul futuro della Libia è un successo. Stabiliti punti importanti: al più presto nuovi colloqui JMC 5+5, liberare tutti i prigionieri e riprendere il traffico aereo. Qui bisognerà capire che succederà a Sabha

I colloqui tra le delegazioni militari del GNA e di Bengasi a Hurghada, mediati da UNSMIL, aggiungono un altro tassello al processo di pace in Libia. Nei negoziati si sono stabiliti alcuni punti importanti che, previa approvazione da parte di Fayez Sarraj e di Khalifa Haftar, permetteranno di fare un passo in avanti verso la fine della crisi. Innanzitutto si è concordato di riprendere dalla prossima settimana i colloqui del JMC5+5. Inoltre, le parti hanno stabilito che dovranno essere rilasciati immediatamente i rispettivi prigionieri senza pre-condizioni o restrizioni. Gli scambi dovrebbero cominciare al più presto e concludersi entro la fine di ottobre, grazie alla creazione di rispettivi comitati ad hoc. Infine, c’è stata intesa sulla necessità di far riprendere il traffico aereo civile in tutto il paese africano. A proposito, bisognerà capire se e come l’LNA ha intenzione di sbloccare l’aeroporto di Sabha, chiuso nei giorni scorsi.

Intanto, l’export di petrolio vola dopo la riapertura dei terminal da parte della NOC. L’ultimo in ordine di tempo è quello di Sidra

Parallelamente, a Bouznika proseguono i negoziati HCS-HoR (anche se non sono stati diffusi dettagli in merito), mentre in Libia sta aumentando la produzione ed export di petrolio. La National Oil Corporation (NOC) ha fatto sapere che sta per tornare operativo un nuovo terminal: quello di Sidra, il più importante insieme a Ras Lanuf (ancora nelle mani di Haftar e dei contractors russi della Wagner). Una petroliera, infatti, è già davanti alla struttura in attesa di poter caricare greggio. Le altre “liberate” negli ultimi giorni, Brega e Zuetina, inoltre, già viaggiano quasi a pieno ritmo. Tanto che si preparano a esportare 1,63 milioni di barili nelle prossime ore. Sarraj e il GNA (ma probabilmente anche Bengasi) contano molto sulla ripresa delle attività per poter intervenire soprattutto sul settore delle forniture elettriche e far rientrare l’ondata di proteste, montata in tutta la nazione.

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