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Libia, a Ghadames la JMC sulla buona strada per l’implementazione della tregua

La JMC 5+5 a Ghadames è sulla buona strada su un meccanismo di implementazione del cessate il fuoco permanente in Libia. Il nodo da sciogliere è legato al monitoraggio. Non tutti vogliono una missione interazionale

La situazione in Libia migliora sotto ogni punto di vista; non solo politico, ma anche dell’economia. A Ghadames è in corso la quinta tornata di colloqui della JMC (forze del GNA e dell’LNA) 5+5 e sembra che i rappresentanti di Fayez Sarraj e Khalifa Haftar siano sulla buona strada per definire i meccanismi di monitoraggio e implementazione del cessate il fuoco permanente. Il nodo più grande da sciogliere è quello di una eventuale missione internazionale, che secondo alcuni dovrebbe essere ONU. Altri, invece, ritengono che sia sufficiente un contingente dell’Unione Africana (UA), in quanto i paesi “esterni” non sono imparziali. C’è, infine, anche chi non vuole ingerenze esterne negli affari interni della nazione. UNSMIL, infatti, è vista più che altro come organismo di coordinamento a livello politico e non militare.

Intanto, decolla l’output di petrolio a Sharara. Obiettivo: recuperare risorse a breve per allontanare le tensioni e le proteste anti-Sarraj e Haftar

Intanto, fonti locali fanno sapere che l’impianto petrolifero di Sharara (il più grande della Libia) ha portato la produzione a 185.000 barili al giorno (bpd). Inoltre, i tecnici stanno lavorando per arrivare in pochi giorni a 250.000 bpd ed entro metà novembre a 300.000. L’obiettivo è riportare al più presto tutte le strutture estrattive e i terminal a pieno regime. Ciò da una parte per contrastare l’emergenza Covid-19, che sta colpendo anche il paese africano. Dall’altra, per venire incontro alle esigenze della popolazione (soprattutto su elettricità) e spuntare le armi alle proteste che rischiano di mettere in difficoltà sia Sarraj sia Haftar. Queste, nonostante siano diminuite nei giorni scorsi, non sono comunque sopite. Gli analisti ritengono che il fuoco covi ancora sotto la cenere e potrebbe improvvisamente subire un ritorno di fiamma. Peraltro aggravato anche dal malcontento dei soldati occidentali e delle milizie, espresso in più occasioni recentemente.

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