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Libia, a breve il terzo round di colloqui di alto livello Russia-Turchia

A breve si terrà il terzo round di colloqui di alto livello Russia-Turchia sulla Libia. E’ il primo dopo l’annuncio dei due paesi che lavoreranno insieme per porre fine alla crisi tra il GNA di Sarraj e l’LNA di Haftar

Si terrà presto il terzo round di colloqui di alto livello Russia-Turchia sulla Libia. Lo ha confermato il vice portavoce del ministero degli Esteri della Federazione, Alexey Zaytsev, spiegando che le due delegazioni discuteranno di diversi aspetti legati alla guerra civile tra il GNA di Fayez Sarraj e l’LNA di Khalifa Haftar. L’incontro, peraltro, è il primo dopo che due paesi – nel corso della precedente sessione – hanno annunciato che lavoreranno insieme per risolvere la crisi. Allora sono state anche stabilite quattro direttrici: continuare gli sforzi congiunti, incoraggiando le parti, al fine di creare le condizioni per una tregua sostenibile; facilitare la ripresa del dialogo politico, in linea con le conclusioni della Conferenza di Berlino; lavorare affinché le parti prendano misure per garantire l’accesso umanitario sicuro e l’assistenza urgente per chi ne ha bisogno. Infine, c’è l’idea di creare un gruppo di lavoro congiunto ad hoc sul paese africano.

Il nodo principale da sciogliere è il futuro di Sirte e Jufra. Mosca e Ankara pensano all’ipotesi di smilitarizzare, gradita anche dagli USA, e di ripartire – come suggeriscono HoR e HCS, supportate dal Marocco – dagli accordi di Skhirat

Il nodo principale da sciogliere sulla Libia è legato alle ultime affermazioni del GNA e dell’LNA sulla tregua. I primi pretendono che gli uomini di Haftar lascino Sirte e Jufra, tornando alle posizioni prima del 2015. I secondi, invece, pretendono che la Turchia – il principale alleato di Sarraj – lasci completamente il paese. Ciò, però appare impossibile, tanto più che Ankara sta istituendo con il placet di Tripoli due basi: quella aerea a Waitiya e quella navale a Misurata. Inoltre, c’è l’Egitto che minaccia un intervento militare se le forze occidentali supereranno la red line, formata dalle due città. Mosca e Ankara stanno, infatti, valutando un piano alternativo che ottiene anche il favore degli Usa: smilitarizzare totalmente le aree contese, in modo che non ci siano vincitori e vinti. Magari, come sostengono la HoR e l’HCS col supporto del Marocco, ripartendo dagli accordi di Skhiirat per rilanciare il processo politico.

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