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Libia, 10 partiti protestano per l’esclusione dalla Conferenza di Palermo

Libia, 10 Partiti Protestano Per L’esclusione Dalla Conferenza Di Palermo

10 partiti in Libia protestano per non essere stati invitati alla Conferenza di Palermo

In Libia 10 partiti politici hanno protestato per non essere stati invitati alla Conferenza di Palermo (12-13 novembre). Lo hanno fatto con una dichiarazione congiunta, indirizzata a ONU, GNA di Tripoli e comunità internazionale. Nel testo si sottolinea il “grande stupore” per essere l’esclusione dall’evento in Italia e da altri, tesi a porre fine alla crisi nel paese africano. Qui, infatti, “sarà discussa e stabilita una roadmap. Obiettivo: porre fine allo stadio di transizione e per creare l’ambiente necessario affinché si tengano elezioni presidenziali e parlamentari permanenti, su una solida base costituzionale”. Le formazioni ritengono che “l’esclusione non sia nell’interesse dell’intero processo politico. Ciò in quanto nessun accordo può essere siglato senza il consenso di tutti i partiti. Politici, militari o sociali”. Questo per “garantirne il successo e l’implementazione, al fine di salvare la nazione da manomissioni e sprechi di fondi pubblici”.

Tra gli esclusi eccellenti dall’evento in Italia c’è anche la NFA di Mahmoud Jibril. Ciò nonostante il politico sia molto apprezzato all’estero e per un periodo sia stato “la faccia internazionale della Libia”

I partiti esclusi dalla Conferenza di Palermo sulla Libia esortano nuovamente “tutti gli attori” del paese nord africano “a unirsi sulla formulazione di un progetto nazionale. Che ci salvi – conclude la dichiarazione – dalle profondità dell’ignoto e ci porti fuori dal tunnel”. I 10 firmatari sono: National Forces Alliance (NFA), National Front, Centrist Youth Stream, Al-Watan, Taghyeer, Yes Libya Movement, Democratic Civil bloc, Movement of the Future, Libyan Federal Assembly e National Federal Bloc. Peraltro, la NFA è il gruppo di Mahmoud Jibril, già a capo del Consiglio Nazionale di Transizione libico a Tripoli, dopo la rivoluzione del 17 febbraio e prima alla guida dell’Ufficio per lo Sviluppo economico nazionale sotto Muammar Gheddafi. L’esclusione del suo gruppo appare strana, in quanto il politico da sempre gode di ottime relazioni con i partner stranieri, che lo considerano un interlocutore serio. Tanto che nell’immediato post-Gheddafi fu definito “la faccia della Libia all’estero”.

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