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Libano, UNIFIL testa l’interoperabilità dei mezzi pesanti con Blue Storm 2020

Libano, UNIFIL Testa L’interoperabilità Dei Mezzi Pesanti Con Blue Storm 2020

UNIFIL testa l’interoperabilità dei mezzi pesanti con Blue Storm 2020. L’esercitazione è stata organizzata dalla Brigata meccanizzata “Granatieri di Sardegna” della Joint Task Force Lebanon – Sector West

Nel sud del Libano si è appena conclusa l’esercitazione multinazionale Blue Storm 2020. Obiettivo delle manovre, verificare l’efficacia delle procedure per il supporto di fuoco dei mezzi blindati e migliorare il coordinamento e la cooperazione tra le forze ONU della missione UNIFIL. In particolare sono stati protagonisti i mezzi VTLM (Veicolo Tattico Leggero Multiruolo) “Lince” con sistema HITROLE (Highly Integrated Turret Remotely Operated Light Electrical), equipaggiati con lanciagranate da 40mm, e blindo “Centauro” con cannone da 105mm assieme gli APC (Armoured Personnel Carrier) malesi, ghanesi e coreani e i carri M48 Patton dell’esercito libanese. A organizzarle la Brigata meccanizzata “Granatieri di Sardegna” della Joint Task Force Lebanon – Sector West. Non a caso, l’esercitazione ha coinvolto tutte le unità del Settore: ItalBatt (Italia), GhanBatt (Ghana), MalBatt (Malesia), RoKBatt (Repubblica di Corea), oltre ad assetti della Sector Mobile Reserve e della Quinta Brigata delle Lebanese Armed Forces (LAF).

Obiettivo delle manovre: migliorare la cooperazione interna e con le LAF, mantenendo la deterrenza. Impiegati 350 caschi blu ONU e 30 blindati, che hanno utilizzato oltre 5.000 munizioni di vario calibro

“Per assolvere al mandato discendente dalla UNSC 1701, la preparazione e la capacità di intervento sono fondamentali – ha sottolineato il generale Diego Fulco comandante del Sector West e del contingente italiano di UNIFIL -. Lavorare giorno dopo giorno in coordinamento con le LAF permette una maggiore conoscenza reciproca, che si tramuta in sempre più integrazione nel lavoro sul campo”. In questo contesto, i mezzi pesanti rappresentano una componente fondamentale delle forze dispiegate nel sud del Libano. Ciò in quanto la possibilità di disporli garantisce un forte elemento di deterrenza. Prezioso sia per l’implementazione della Risoluzione ONU 1701 sia affinché i militari dei 44 paesi contribuenti, di cui 14 alle dipendenze della task force, cooperino in maniera integrata ed efficiente. Blue Storm 2020 non a caso ha visto impegnati 350 militari e 30 blindati, che hanno utilizzato oltre 5.000 munizioni di vario calibro.

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