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Libano, le banche annunciano lo stop della maggior parte dei servizi

Le banche in Libano annunciano lo stop della maggior parte dei servizi. Chiusi i front office, si lavorerà solo per le urgenze e per le imprese. Ci sono rischi concreti di proteste che acuiranno ulteriormente la crisi e potrebbero scoppiare violenze

La crisi in Libano potrebbe acuirsi ulteriormente nei prossimi giorni, a seguito di un provvedimento appena annunciato dalle banche nazionali. Tutti gli istituti di credito del Paese dei Cedri dal 9 ottobre congeleranno la maggior parte delle loro operazioni, mantenendo in essere solo quelle urgenti e quelle legate alle imprese. Di certo saranno chiusi i front office. La causa è il moltiplicarsi delle “rapine” alle sedi da parte degli stessi correntisti, che hanno cercato a più riprese di riprendere con la forza i loro soldi depositati presso le banche. Il provvedimento con ogni probabilità scatenerà proteste da parte della popolazione, sempre più in difficoltà nel sostenere le spese per le necessità basilari. La risposta del governo sarà invierà le forze di sicurezza a monitorare le manifestazioni per evitare assalti alle infrastrutture. La tensione è alle stelle. Il rischio, infatti, è che al minimo incidente scoppi una nuova ondata di violenza.

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