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Le proteste in Iran per la morte di Mahsa Amini si intensificano

Le proteste per la morte di Mahsa Amini si intensificano in Iran. La repressione delle forze di sicurezza è sempre più violenta, ma i manifestanti non mollano. Da Teheran ad Ardebil, si rischia un bagno di sangue

La situazione in Iran sta rapidamente degenerando, nonostante gli interventi delle forze di sicurezza per fermare le proteste. In numerose città, infatti, sono in corso manifestazioni e attacchi ai simboli delle istituzioni, da Teheran ad Ardebil. Tanto che le autorità hanno bloccato i social network e stanno lavorando per limitare anche la connettività web. Inoltre, la polizia, le milizie Basij e le Guardie Rivoluzionarie (IRGC) hanno cominciato a usare armi per disperdere le folle, scese in strada a seguito della morte di Mahsa Amini, che si ritiene sia stata uccisa dopo essere stata arrestata dalla polizia religiosa per non aver indossato il velo in modo corretto. Si teme un bagno di sangue. I “rivoltosi” non accennano a desistere dalle proteste, che vanno avanti da almeno sei giorni, e la repressione è sempre più violenta. Nemmeno la promessa di un’indagine approfondita da parte del governo è servita a placare gli animi.

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