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Le 9 professioni più ricercate nella cybersecurity e nel settore IT

Le 9 Professioni Più Ricercate Nella Cybersecurity E Nel Settore IT

Il cyberspazio e il IT non sono solo un pericolo. Anzi. Offrono nuovi posti di lavoro

Quando si parla di cyberspazio e IT, il primo concetto che viene in mente è quello delle minacce. Dalle campagne ransomware/ransomworm come WannaCry agli attacchi DDoS. Il settore, però, oltre a essere foriero di pericoli, offre allo stesso tempo lavoro. E non è in crisi, anzi. Secondo diversi studi anche nei prossimi anni il suo tasso di disoccupazione sarà pari a ZERO. Ciò in quanto la domanda di specialisti supera di gran lunga quella dell’offerta. Ma quali sono al momento le professioni più gettonate e richieste nel settore IT? Eccone alcune, estremamente richieste e ben pagate dalle aziende.

Ingegneri AI e deep learning

Lo studio dell’intelligenza artificiale (AI) sta facendo grandi progressi. Soprattutto in relazione a come gestire grandi masse di data e convertirli in informazioni usabili. Di conseguenza, c’è grande bisogno nel settore IT di specialisti in questo ambito. Da quelli dell’automazione a quelli del deep e del machine learning.

VR/AR

In seconda posizione ci sono tutte le posizioni aperte nel settore della realtà Virtuale (VR) o Artificiale (AR). Ciò a seguito che sempre più aziende si stanno dirigendo verso la virtual reality. Sia per quanto riguarda la formazione sia per le simulazioni, fondamentali per la vendita dei prodotti. Infine, non è da dimenticare che le nuove applicazioni necessitano di un’accurata sicurezza per evitare quanto accaduto nel recente passato con l’IoT. Perciò, servono tecnici di cyber security, che si occupino di proteggerle e blindarle dalle cyber minacce.

Security analyst

Ovviamente, l’ondata recente di cyber attacchi e di campagne malware ha fatto emergere il bisogno di specialisti nella cyber security. In particolare di analisti sulle Advanced Persistent Threats (APT). Questi dovranno studiare le tattiche e procedure (TTP) degli hacker e fornire soluzioni su come contrastarle. L’emergenza, peraltro, si è confermata così elevata che la professione di security analyst è considerata una delle due top per il 2017 da CareerCast. Solo negli Usa, infatti, nel 2016 erano vacanti oltre 285.000 posizioni di questo tipo nel 2016.

Cloud integrator

L’evoluzione del settore IT per quanto riguarda l’era del mobile e del cloud ha fatto sì che servano addetti per l’integrazione e la gestione dei dati, La scelta del cloud si è resa necessaria perché ha ridotto considerevolmente i costi alle aziende. Queste, però, ora hanno il problema di come gestire in sicurezza il passaggio delle informazioni e il loro uso, una volta che non sono più sui server fisici. Da qui è nata una nuova professione, rivolta soprattutto a gli specialisti che hanno familiarità con Microsoft 365, Workday, Salesforce.com, Amazon Web Services, Microsoft Azure, Service Now, Oracle Cloud e SAP.

Ingegneri IT a tutto tondo

La costante evoluzione del web ha determinato che gli utenti siano sempre a caccia di nuovi prodotti e applicazioni fruibili facilmente, ma sicure. Di conseguenza si è creata una forte domanda di sviluppatori, che però non siano specializzati solo in un campo. Bensì, siano in grado di operare sia come front-end sia come back-end. In particolare sulle piattaforme mobile. Questi dovranno conoscere molto bene sin particolare quelle open-source. Da .Net a Java, passando per PHP, Python, Node.JS, e HTML/CSS. è un plus la padronanza del linguaggio ECMAScript 2015.

Data scientist

Sempre in ambito AI i più ricercati tra gli sviluppatori sono i data scientist. Ciò perché le aziende hanno capito che il cyberspazio è uno strumento molto prezioso. Non solo perché permette di risparmiare denaro. Ma anche in quanto le analisi delle informazioni permettono di migliorare la produttività e le vendite. Servono, però, esperti che siano in grado di risolvere problemi complessi, usando la matematica, la statistica e la psicologia comportamentale. Inoltre, al momento è difficile trovare data scientist sul mercato. Di conseguenza, i pochi disponibili diventano ancora più preziosi.

IoT engineer

Nonostante il maxi attacco con la botnet Mirai e le successive offensive hacker tramite Internet delle Cose (IoT), il settore è in forte crescita. Tutto diviene sempre più interconnesso. Perciò, servono specialisti ad hoc. Sia per lo sviluppo di nuovi dispositivi e potenzialità, sfruttando anche l’AI, sia per la sicurezza. È questa oggi il primo requisito. I recenti cyber attacchi, infatti, sono avvenuti a seguito del fatto che i dispositivi non erano adeguatamente protetti. Di conseguenza, tutti i produttori si stanno muovendo verso questo tema e sono alla ricerca di tecnici o anche di hacker.

Specialisti cyber d’intelligence

Le agenzie di sicurezza di tutto il mondo hanno sottovalutato l’esplosione delle minacce cyber alla sicurezza nazionale. Ciò è stato confermato dall’ondata di attacchi e di spionaggio informatico. A seguito di ciò è cominciata a livello globale una campagna di reclutamenti di specialisti ed hacker. Anche tra i giovani. Ciò che si cerca sono da profili altamente specializzati a giovani talenti da far crescere all’interno delle agenzie. La paga è più alta rispetto alla media statale, ma a oggi non può competere con le cifre offerte dal settore privato. Tanto che nei mesi scorsi c’è stata un’emorragia di professionisti che hanno deciso di cambiare lavoro, passando alle aziende.

Analisti di digital forensics

L’ondata di cyber attacchi in tutto il mondo ha fatto nascere una duplice esigenza. Da una parte quella di proteggersi ed eventualmente rispondere. Dall’altra quella di studiare il nemico e le sue mosse. In questo caso gli hacker avversari. Questi affinano ogni giorno le loro TTP e difficilmente è possibile attribuire un cybercrime. Ma alla fine qualche traccia rimane sempre. Coloro che sono in grado di trovarle e studiarle, però, sono in pochi. Di conseguenza sia il settore privato sia quello pubblico sono alla ricerca di nuovi analisti della digital forensics. Esperti che “facciano parlare” le prove e le tracce lasciate dalle intrusioni e dagli attacchi. Lo scopo è prevenire possibili nuove offensive. Sono i “CSI” virtuali che studiano dai log ai malware, agli exploit per risalire alla fonte e alla TTP usata.

 

 

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