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La propaganda russa ha un nuovo nemico sui social media: Hamilton 68

La Propaganda Russa Ha Un Nuovo Nemico Sui Social Media: Hamilton 68

Hamilton 68 rileva fake-news, propaganda e disinformazione pro-Russia

La propaganda russa sui social media ha un nuovo nemico: Hamilton 68. E’ un nuovo sito, appena lanciato, che rileva i contenuti, le fake news e i tentativi di cyber disinformazione provenienti dalla Federazione su Twitter. Lo ha annunciato Reuters. L’iniziativa è stata creata da un gruppo di ricercatori della Alliance for Securing Democracy (ASD) Usa, un progetto bipartisan transtlantico per contrastare i tentativi di interferenza di Mosca di condizionare il panorama dell’informazione internazionale e americana in primis. Il sito, supportato dal German Marshall Fund, mostra un’analisi quasi in tempo reale dei contenuti in inglese, diffusi da 600 account Twitter che diffondono propaganda pro-Russia. Tra questi ci sono da alcune agenzie di stampa a singoli utenti. Include anche bot e cyborg. Questi ultimi sono profili in parte gestiti da esseri umani e in parte in modo automatico.

I cacciatori di cyber propaganda per ora lavorano solo su Twitter, ma in futuro potrebbero scandagliare anche gli altri social come Facebook e YouTube

Per ora Hamilton 68 scandaglia solo Twitter, ma non è escluso che nel prossimo futuro possa estendere la sua missione anche ad altre piattaforme social. Da Facebook a YouTube, passando per Reddit. I ricercatori della ASD, infatti, stanno lavorando in questa direzione. Il problema, però, è che a differenza di Twitter gli altri strumenti non hanno molti dati accessibili a tutti. Di conseguenza, rilevare tentativi di propaganda, fake news e disinformazione di matrice russa a oggi è più complesso. Non è escluso, comunque, che gli stessi proprietari delle piattaforme forniscano ai ricercatori delle cyber bufale un sostegno futuro. Soprattutto dopo che recentemente è emerso lo scandalo di vere e proprie campagne su Facebook per condizionare la percezione degli americani, in occasione delle ultime presidenziali Usa del 2016. Mosca, nonostante le accuse, ha sempre smentito ogni coinvolgimento.

Il nome Hamilton 68 deriva dal Federalista e in particolare dal saggio 68. Hamilton sottolineava la necessità di proteggere il processo elettorale Usa dalle ingerenze straniere

Il nome Hamilton 68 è stato dato al sito di cacciatori di cyber propaganda russa su Twitter per un motivo ben preciso. Deriva dall’articolo 68 del Federalista, scritto in forma anonima da Alexander Hamilton nel 1788. Obiettivo della raccolta di 85 testi è difendere la Costituzione Usa e convincere i membri dell’Assemblea dello stato di New York a ratificarla. Nel saggio preso come modello, Hamilton sottolinea la necessità di “proteggere il processo elettorale dell’America da ingerenze estere”. E oggi l’obiettivo di Hamilton 68 è proprio quello, anche se su un terreno diverso da quello a cui aveva pensato il politico, tra i padri fondatori degli Stati Uniti: quello del cyber dominio. Infatti, l’ASD scrive sul suo sito web che si punta a “esporre gli effetti di network d’influenza online e a informare il pubblico sui temi e contenuti, promossi agli americani da potenze straniere”.

La dashboard di Hamilton 68

copyright photo: Hamilton 68

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