skip to Main Content

La NATO rafforza la sua presenza militare in Afghanistan

La NATO Rafforza La Sua Presenza Militare In Afghanistan

Il segretario generale della NATO Stoltenberg: In Afghanistan i talebani e Isis non vinceranno

La NATO rafforza la sua presenza in Afghanistan, inviando altri 3.000 soldati l’anno prossimo. Lo ha annunciato il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, in una conferenza stampa. “Abbiamo deciso di incrementare il numero delle truppe per inviare un messaggio ai talebani e agli insorti – ha sottolineato -. Non vinceranno sul campo di battaglia”. La proposta sarà ufficializzata giovedì con una votazione durante la ministeriale della Difesa NATO a Bruxelles. E, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, il provvedimento passerà con l’approvazione all’unanimità. Se ciò sarà confermato, l’Alleanza dal 2018 avrà a disposizione nel paese asiatico 16.000 militari, che addestreranno le forze di sicurezza locali a combattere l’Emirato Islamico e Isis. Queste si aggiungeranno alle 3.000 nuove unità che gli Usa dovrebbero inviare per lo stesso motivo. I rinforzi NATO, però, si muoveranno solo dopo che Washington avrà dato luce verde all’invio dei nuovi soldati.

L’Emirato Islamico è in guerra con Isis, ma entrambe le formazioni rappresentano un pericolo crescente

In Afghanistan, dopo il parziale ritiro del contingente internazionale nel 2014, c’è stata una recrudescenza della violenza fondamentalista. Sia sul versante dei talebani sia su quello di Isis. Ciò nonostante le 2 formazioni fi cacciano la guerra tra loro. L’Emirato Islamico ha conquistato alcune zone del paese e Daesh sta cercando di incrementare la sua influenza nell’area. Di conseguenza, la NATO e gli Usa sono stati costretti a intervenire prima che la situazione degeneri ulteriormente. Anche perché a seguito delle sconfitte in Iraq e Siria, lo Stato Islamico sta reindirizzando le sue mire altrove. Asia e Nord Africa soprattutto. In Afghanistan opera prevalentemente nella zona est, al confine con il Pakistan. In Libia è attivo a sud, dove sta tentando di consolidare la sua leadership e riorganizzare le forze. Inoltre, ci sono pericoli crescenti in Tunisia e Algeria.

Back To Top