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La Libia potrebbe essere amministrata temporaneamente dall’ONU

La Libia Potrebbe Essere Amministrata Temporaneamente Dall’ONU

Usa, Russia e gli altri membri dell’UNSC discutono una risoluzione per l’amministrazione temporanea della Libia

La Libia potrebbe essere amministrata per un periodo dalle Nazioni Unite. Lo rivela il Middle East Monitor, riportando un’indiscrezione del politico e scrittore del paese nord africano, Ibrahim Mohammed Al-Hangari. Costui ha spiegato alla testata che Stati Uniti e Russia, in cooperazione con gli altri membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (UNSC) stanno discutendo su una nuova risoluzione. E che questa prevedrebbe di assumere l’amministrazione della nazione per un periodo da 2 a 8 mesi. Il tempo per far sì che si tengano elezioni parlamentari e venga formato un governo, il quale subentrerà alle Nazioni Unite.

L’indiscrezione di Al-Hangari

“Se la notizia è vera, questa potrebbe essere la miglior soluzione per portare la Libia fuori dall’impasse violenta di oggi – ha scritto Al-Hangari sulla sua pagina Facebook -. Ciò in quanto i libici non sono in grado di risolvere i loro problemi. Questa soluzione – ha continuato – significa che le forze ONU verranno schierate in luoghi specifici e selezionali nel paese. Il loro obiettivo sarà disarmare le milizie e i gruppi armati, anche con la forza, se si rifiuteranno di farlo volontariamente. In maniera simile di come avvenne in Cambogia”.

Quale sarà la missione delle Nazioni Unite in Libia

Per Al-Hangari, i militari delle Nazioni Unite proteggeranno le istituzioni della Libia. Le forze armate, quelle della sicurezza pubblica e la polizia, nel frattempo verranno ricostruite in base agli standard internazionali e sotto la diretta supervisione delle autorità ad interim ONU. Il periodo in cui potrebbe avvenire questo switch momentaneo, peraltro, è già noto. In settimana, infatti, il capo del Governo di Accordo Nazionale (GNA), Fayez Al-Sarraj, ha annunciato che a marzo si terranno le elezioni. Sia parlamentari sia presidenziali, con l’obiettivo di porre fine alla violenza in Libia.

Non saranno, comunque, rose e fiori. Ci sono le incognite Haftar e popolazione, come ha sperimentato Isis

Se l’ipotesi si concretizzerà, resta da capire quale sarà la reazione dell’altro competitor in Libia: il generale Khalifa Haftar, a capo dell’Operazione Dignity. Questo recentemente ha acquisito peso con le offensive militari, ma continua a dipendere fortemente dalla Russia. Perciò, se Mosca approverà la transizione verso una gestione ONU del Paese, per lui ci sarà poco o nullo spazio di manovra. A meno che non decida di schierarsi contro le forze multinazionali senza alcun appoggio esterno. Il vero problema rimane, invece, la popolazione. Storicamente ai libici non piacciono le ingerenze esterne, come ha appurato a sue spese Isis. Di conseguenza, le autorità provvisorie dovrebbero operare con molta delicatezza per non sconvolgere gli equilibri. Soprattutto nel disarmare le milizie paramilitari, in quanto queste fanno capo tutte a tribù locali.

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