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La Libia comincia a blindarsi in previsione della Conferenza Nazionale

La Libia Comincia A Blindarsi In Previsione Della Conferenza Nazionale

La Libia comincia a blindarsi in previsione della Conferenza Nazionale e delle elezioni municipali. A Tripoli e presso le infrastrutture critiche è stato di allerta. Si temono attacchi del terrorismo o delle milizie armate

In Libia cominciano a essere adottate le prime misure di sicurezza in vista della Conferenza Nazionale a Gadames e delle elezioni municipali. Il ministero dell’Interno del paese africano ha comunicato lo stato di allerta a Tripoli per prevenire possibili attacchi da parte di gruppi terroristici come Isis o di milizie armate. Inoltre, sono state vietate temporaneamente tutte le manifestazioni di piazza e c’è stato il rafforzamento della protezione di tutte le infrastrutture critiche nella nazione. Dalle ambasciate ai palazzi governativi, passando per gli impianti petroliferi. Sembra, infatti, che prossimamente ci potrebbero essere attentati o attacchi da parte di forze anti-governative. La conferma che ci siano timori concreti viene anche dal fatto che Germania e Regno Unito hanno appena diffuso un nuovo warning, invitando i propri cittadini a lasciare la nazione immediatamente.

Intanto Haftar, la HoR di Tobruk e Haftar preparano le loro strategie per il Multaqa Watani. Il Generale studia anche un “piano B” che passa per Tripoli

Intanto, i tre attori principali in Libia – Consiglio Presidenziale (PC) di Fayez Sarray, Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk e Khalifa Haftar – si preparano al Multaqa Watani. Tripoli cercando sponde internazionali e locali, soprattutto a Sud, per ricevere sostegno. La HoR, invece, si riunirà la settimana prossima per discutere su quale posizione assumere in occasione della Conferenza. L’asse del Generale, infine, gioca su due assi. Il primo è quello militare con l’operazione nella zona meridionale, che potrebbe repentinamente convergere sulla capitale. Il secondo è quello politico, diffondendo la voce che se l’iniziativa di Gadames dovesse fallire, l’unica soluzione attuabile sarebbe quella del suo arrivo a Tripoli. Ciò per garantire la sicurezza fino alle elezioni, che altrimenti collasserebbe rapidamente. 

Haftar sta diffondendo propaganda per preparare il terreno in previsione di un suo possibile arrivo nella capitale. Se questo non dovesse essere “digerito”, c’è il rischio concreto di una nuova guerra civile dagli esiti incerti

Haftar, peraltro, sta preparando il terreno con una capillare opera di propaganda in tutta la nazione africana, sia a livello fisico sia sui social media. L’obiettivo è far sì che la popolazione consideri il suo possibile intervento a Tripoli come una conseguenza necessaria e naturale, e non come un’invasione. In caso contrario, infatti, si scatenerebbe in Libia una nuova guerra civile dagli esiti incerti e in cui il Generale è quello che ha più da perdere. Verrebbe, infatti, a crollare il sostegno internazionale. Anche da parte di partner strategici, che fino a oggi lo hanno supportato in cambio di promesse su futuri accordi in ambito energetico.

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