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La “famiglia” della Folgore si riunisce per l’anniversario della Battaglia di El Alamein

La “famiglia” Della Folgore Si Riunisce Per L’anniversario Della Battaglia Di El Alamein

La “famiglia” della Folgore si è riunita per ricordare il 76esimo anniversario della Battaglia di El Alamein. Una delle pagine più drammatiche e allo stesso tempo eroiche della Seconda Guerra Mondiale, dove nacque il suo mito

La “famiglia” della Folgore si è riunita presso il Centro Addestramento di Paracadutismo per ricordare il 76esimo anniversario della Battaglia di El Alamein. Una delle pagine più drammatiche ed allo stesso tempo eroiche della Seconda Guerra Mondiale, nella quale nacque il mito dei Paracadutisti Italiani e della Brigata. Quest’anno, peraltro, è stato anche ricordato l’80esimo compleanno della fondazione della prima scuola di Paracadutismo Militare, nata nel 1938 a Castel Benito e denominata “Campo scuola paracadutisti della Libia”. Questa poi dette vita al Battaglione paracadutisti libico “Fanti dell’Aria”. All’evento hanno partecipato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (SME), il generale Salvatore Farina, e le massime autorità civili e militari.

La Battaglia di El Alamein

Ad El Alamein, con un rapporto di forze enormemente svantaggioso, i paracadutisti della Folgore si erano apprestati alla difesa lungo un fronte di 15 chilometri. Rappresentavano l’ultimo baluardo difensivo, superato il quale il nemico sarebbe dilagato alle spalle dell’Armata italo-tedesca. Ai ripetuti attacchi degli inglesi, i parà risposero con incredibile determinazione ed energia, respingendo ogni tentativo di sfondamento e infliggendo al nemico gravi perdite, al prezzo di grandi sacrifici: circa 1.100 tra morti, feriti e dispersi. L’inaspettata resistenza, protrattasi per una settimana, costrinse i comandi inglesi a sospendere ogni ulteriore iniziativa su quel fronte e a concentrare altrove lo sforzo offensivo. Tanto che lo stesso Winston Churchill rese onore ai paracadutisti italiani, affermando alla Camera dei Comuni di Londra che “Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore…”.

Il generale Sganga svela il “segreto” dei Paracadutisti: Ognuno, di qualunque grado o sesso, deve saper fare ciò che sanno fare gli altri. La sicurezza dell’uno dipende dall’altro

Nel corso della cerimonia per l’anniversario della battaglia di El Alamein, il generale Farina ha riconosciuto ai paracadutisti della Folgore “l’impegno quotidiano e la capacità di prepararsi”. Inoltre, ha sottolinato il Capo di SME “Io, l’Esercito, la Difesa e anche l’Italia sappiamo di poter contare su di voi”. Ma qual è il segreto dei paracadutisti? Lo ha spiegato il comandante della Brigata, il generale Rodolfo Sganga: “Per accedere alla famiglia della Folgore ogni paracadutista deve superare le stesse selezioni e lo stesso iter addestrativo – ha ricordato l’alto ufficiale -. Indipendentemente dal sesso, dall’età, dalla provenienza geografica e dal grado rivestito. Ognuno deve saper fare esattamente ciò che sanno fare gli altri, perché la sicurezza dell’uno dipende dall’altro”.

La Folgore è l’unica unità militare in Italia capace di proiettare rapidamente grandi volumi di forze con brevissimo preavviso; a lunghe distanze dalla madrepatria e in condizioni di rischio elevato

Il generale Sganga ha anche evidenziato come la Folgore sia l’unica unità in Italia capace di proiettare rapidamente grandi volumi di forze con brevissimo preavviso. A grandi distanze dalla madrepatria, in condizioni di rischio, in cui altri non sono in grado di operare, per condurre qualsiasi tipologia di missione, rimarcando come ciò richieda il mantenimento di standard di preparazione superiori. A conferma, la Brigata è impegnata costantemente, anche con piccoli nuclei o singoli specialisti, in quasi tutte le missioni internazionali a cui partecipano le Forze Armate Italiane; nonché in quelle nazionali per concorrere alla sicurezza di diverse aree sensibili del Paese e nelle attività di soccorso alla popolazione colpita dalle recenti calamità naturali. Peraltro, a testimonianza della professionalità riconosciuta, l’ospite d’onore delle celebrazioni è stato il sindaco di Tiro, la più importante realtà nell’area della missione UNIFIL nel Sud del Libano, da cui la Folgore è rientrata ad aprile.

Photo Credits: Brigata Paracadutisti Folgore

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