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La Cyber Warfare Ucraina-Russia si evolve e Kiev sta vincendo

La Cyber Warfare Ucraina-Russia si evolve e Kiev sta vincendo. IT Army of Ukraine punta i PLC SCADA

La Russia sta perdendo la cyber warfare contro l’Ucraina, seppur numericamente superiore sulla carta. Nel grafico di CyberKnow su Twitter, relativo all’8 settembre, emerge che i gruppi hacker pro-Mosca siano 43, mentre quelli che sostengono Kiev si fermano a 35. Peraltro, quello di questi giorni è l’esercito cyber più grande mai raggiunto da Vladimir Putin dall’inizio dell’invasione del paese europeo. Nonostante ciò, però, è la Russia quella che sta subendo i danni peggiori. Diverse fabbriche sono state messe fuori uso dai volontari dell’IT Army of Ukraine. Inoltre, fingendosi donne avvenenti sui social network, i volontari pro-Kiev sono riusciti a ingannare i soldati nemici, facendosi inviare foto dal campo, da cui sono state estratte le coordinate di geo-localizzazione per colpirli.

Anonymous di #OpRussia attacca ogni giorno con i DDoS, stessa arma usata dagli hacker pro-Russia come Killnet

Parallelamente, i gruppi legati ad Anonymous nell’ambito della #OpRussia bloccano quotidianamente per ore i siti istituzionali e commerciali della Federazione con ondate di attacchi DDoS, spesso esfiltrando anche dati sensibili, che poi vengono diffusi in chiaro. I DDoS sono l’arma usata principalmente anche dagli hacker pro-Mosca, capeggiati da Killnet, per prendere di mira le nazioni alleate con l’Ucraina. L’ultima in ordine di tempo è il Giappone. Ci sono anche diversi tentativi di cyber spionaggio di matrice russa, ma finora sono stati tutti intercettati.

Ecco perché l’Ucraina sta vincendo la cyber warfare contro la Russia

La cyber warfare ucraina e russa si differenzia sostanzialmente da un elemento: mentre gli hacker pro-Mosca devono colpire una moltitudine di bersagli, quelli vicino a Kiev ne hanno uno solo. Inoltre, nonostante operino essenzialmente in due gruppi (IT Army of Ukraine e Anonymous), i volontari sono quasi un milione. Di conseguenza, gli attacchi cyber alla Federazione spesso sono troppi numericamente e per varietà per poter essere contrastati. Il conflitto, peraltro, si sta evolvendo rapidamente. Fino a poco tempo fa, le azioni disruptive nella cyber war da entrambe le parti erano caratterizzate essenzialmente da attacchi DDoS. Oggi, invece, si puntano anche a sabotare i PLC SCADA delle fabbriche per bloccare le loro operatività. E chi ne sta facendo le spese è la Russia, evidentemente non dotata di soluzioni di cybersecurity efficaci contro questa nuova minaccia.

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