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Kenya, nuovo attacco jihadista in un villaggio: almeno 8 morti

Nuovo attacco jihadista in Kenya: almeno 8 morti. Miliziani locali legati ad al Qaeda assaltano un villaggio vicino Witu

La conferma della recrudescenza del terrorismo jihadista in Kenya è confermata da un attacco, avvenuto il 3 gennaio 2022 presso un villaggio nell’area di Witu e che ha causato la morte di almeno otto morti. L’azione è stata rivendicata da Harakat al Shabaab alMujahideen, la branca di al Qaeda in Somalia, che ha diffuso un video in cui si accusa il governo di Nairobi di una serie di ingiustizie sociali e religiose. Secondo gli esperti, gli autori dell’attacco sono locali che si sono addestrati nel paese vicino e poi sono tornati in patria per formare cellule autonome. L’aggressione, infatti, è stata rubricata come terrorismo interno. Ciò, però, non ne riduce la gravità. Soprattutto, tenendo conto del fatto che negli ultimi tempi c’è stato un boom di nuovi gruppi e che questi dal nord-est stanno rapidamente spostandosi anche a ovest.

Il fenomeno delle “local cells” è in crescita allarmante e si estende nel paese africano

La pericolosità delle cellule locali legate ad al Qaeda e a ISCAP è data da due elementi: innanzitutto, i jihadisti conoscono bene il territorio e le popolazioni che lo abitano. Di conseguenza, si muovono agilmente al suo interno sia per lanciare attacchi sia per fuggire e nascondersi dalle forze di sicurezza keniote. Inoltre, la conoscenza delle dinamiche e situazioni locali permette loro di sapere su chi fare pressing per ottenere vantaggi immediati, come i fondi necessari alla sopravvivenza e all’operatività, o a medio e lungo termine, quali supporto logistico e ideologico. L’avvicinarsi delle elezioni generali (previste ad agosto del 2022) rischia inoltre di acuire ulteriormente il fenomeno, in quanto l’attenzione della politica è concentrata soprattutto sul voto.

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