Israele lancia l’operazione Northern Shield contro i tunnel di Hezbollah a nord

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Israele lancia l’operazione Northern Shield per distruggere i tunnel di Hezbollah in Galilea. Tra gli assetti impiegati forse c’è un laboratorio high-tech delle ISF, che ha dato risultati eccellenti a Gaza

Israele ha lanciato l’operazione “Northern Shield” per distruggere i tunnel di Hezbollah in Galilea. Le manovre delle IDF, pianificate per anni prima di prendere il via, hanno come obiettivo impedire ai jihadisti di infiltrarsi nello Stato Ebraico. L’operazione è guidata dal comandante Nord, il generale Yoel Strick, e vi prendono parte elementi del Genio (Combat Engineering Corps), dell’Intelligence e dell’Amministrazione del ministero della Difesa per lo Sviluppo di Armi e Infrastrutture Tecnologiche (MAFAT). Peraltro, anche se non ci sono conferme ufficiali, le Israel Defence Forces potrebbero avere un’arma segreta. Un laboratorio high-tech creato con l’unico obiettivo di rilevare e localizzare i tunnel. E’ stato creato dalla Divisione Gaza delle IDF due anni fa e sembra abbia dato risultati eccellenti nel suo impiego presso la Striscia. Le manovre, intanto, cominciano già a dare i primi frutti: è stato scoperto un tunnel che da Kfar Kila in Libano portava all’interno di Israele.

Il premier Benjamin Netanyahu, seppur in modo criptico, aveva preannunciato le manovre contro Hezbollah. I jihadisti rappresentano oggi un pericolo maggiore rispetto ad Hamas, un nemico più piccolo e circoscritto a sud

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva in un certo senso preannunciato l’operazione “Northern Shield” nei giorni scorsi, come scrive il Jerusalem Post. Rispondendo ad alcune critiche sul fatto che si sia preferito siglare una tregua con Hamas piuttosto che attaccare, ha spiegato di vedere – insieme ai vertici delle forze armate e dell’intelligence – lo scenario nella sua totalità, ma di non poterlo condividere con la popolazione per ragioni di sicurezza. Inoltre, ha aggiunto che i critici “vedono solo una parte di una campagna più ampia, in cui siamo in mezzo, che devo portare a termine per garantire piena sicurezza ai residenti del sud e di tutto il paese”. Per Israele, infatti, Hezbollah rappresenta oggi un pericolo maggiore rispetto ad Hamas. Tanto che Netayahu ha preferito concentrare l’attenzione a nord, rispetto che distrarre forze contro un nemico più piccolo e circoscritto a sud.

Northern Shield per ora prende di mira i tunnel in Israele, ma probabilmente in futuro anche quelli in Libano. Hetanyahu ha avvertito che “vincere il nemico comporterà sacrifici” -sia per i militari sia per la popolazione – in relazione delle risposte di Hezbollah

L’operazione “Northern Shield”, peraltro è cominciata distruggendo i tunnel all’interno di Israele, ma con ogni probabilità prenderà di mira anche quelli dall’altra parte del confine, in Libano. Inoltre, non ha una data di scadenza. Resta da capire quale sarà la risposta dei miliziani, che potrebbero aumentare i lanci dei missili, mettendo a rischio la popolazione dello Stato ebraico. Anche su questo tema Netanyahu si è espresso in modo chiaro. “Vinceremo il nemico – ha sottolineato – senza minimizzare la sfida che ci attende. Vi dico in anticipo che ciò comporterà sacrifici, ma non ho dubbi che con il coraggio dei nostri soldati, la forza dei nostri cittadini, vinceremo”. Secondo le intelligence, Hezbollah ha stoccato in Libano (nascoste tra la popolazione civile soprattutto a sud) tra i 120.000 e i 150000 missili. E negli ultimi tempi i jihadisti, con l’aiuto dell’Iran, stanno cercando di dotarli di GPS per farli diventare guidati.

I pericoli dell’operazione delle IDF e delle risposte dei jihadisti non riguardano solo la popolazione di Israele. Ma anche il personale di UNIFIL, la forza ONU in Libano, guidata attualmente dall’Italia. I Caschi Blu invitano alla de-escalation, ma intanto aumentano le pattuglie e inviano liason team da entrambi i lati della Blue Line

La possibile risposta di Hezbollah contro Israele non rappresenta un pericolo solo per lo Stato ebraico, ma anche per UNIFIL (la missione ONU nel Paese dei Cedri), dislocata proprio nell’area meridionale a presidio della Blue Line. Cosa succederebbe nel caso in cui i miliziani decidessero di rispondere agli attacchi delle IDF? Come si dovrebbero comportare i Caschi Blu, peraltro, guidati dall’Italia con il generale Stefano Del Col? Questi, come riporta un comunicato, sono stati “Informati dalle Israel Defense Forces (IDF) di attività a sud della Blue Line per cercare tunnel sospetti”. Per il momento “la situazione generale nell’area di operazione è calma e UNIFIL sta lavorando con tutti gli interlocutori per mantenere la stabilità”. Però, parallelamente, “sono state incrementate le attività di pattugliamento per evitare incomprensioni che potrebbero portare a un’escalation. Il capo della missione UNIFIL, il generale Del Col, è in stretto contatto con le LAF (forze armate libanesi) e le IDF. Inoltre esorta tutte le parti a usare il meccanismo tripartito per far diminuire ogni tensione. Attualmente, team di monitoraggio di UNIFIL operano su entrambi i lati della Blue Line”.

Il comunicato di Netanyahu su Northern Shield

Il comunicato di UNIFIL sull’operazione israeliana in Galilea

Photo Credit: JALAA MAREY/AFP