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Israele-Iran, Netanyahu: Abbiamo le prove di un programma nucleare segreto

Israele-Iran, Netanyahu: Abbiamo Le Prove Di Un Programma Nucleare Segreto

Netanyahu: L’Iran ha mentito, abbiamo le prove che ha un programma nucleare segreto. Sono contenute in 55.000 pagine e 183 cd

L’Iran ha mentito, abbiamo le prove che ha un programma nucleare segreto. E’ questa la rivelazione shock che il premier di Israele, Benjamin Netanyahu, ha fatto alla nazione in un discorso televisivo. A conferma delle sue parole ha presentato una valanga di documenti – 55.000 pagine e 183 cd – contenenti le prove dell’inganno di Teheran sulla questione atomica. Secondo il primo ministro, la Repubblica sciita ha nascosto un “archivio nucleare” di carte sul suo programma. Ma non solo. Continua a mentire, affermando di non avere più portato avanti azioni di questo tipo, mentre prosegue lo sviluppo delle armi atomiche. Tanto che, nonostante abbia firmato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), ha continuato a espandere il suo programma per usi futuri.

Come reagirà Teheran alle rivelazioni shock del premier israeliano? Grande attesa per la risposta dell’Iran alle accuse

Le rivelazioni shock Netanyahu sul programma nucleare iraniano avranno senza dubbio una forte eco sia in Medio Oriente sia in tutto il mondo. Si rischia nuovamente lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale, nonostante i recenti pericoli causati dall’affaire Siria si sono appena attenuati. Tutto dipenderà, infatti, da quale sarà la risposta di Teheran alla denuncia. La Repubblica sciita potrebbe chiedere che le prove siano analizzate da organismi terzi, come l’ONU, l’AIEA e l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC), che le giudichino in maniera imparziale. Oppure, potrebbe effettuare azioni militari o di sabotaggio in Libano, Iraq e Siria in risposta alle accuse del paese ebraico. A quel punto, la “retaliation” di Israele è scontata e c’è il concreto pericolo di una nuova escalation di violenza nella regione.

Ieri Netanyahu, dopo l’incontro con Mike Pompeo, aveva aggiornato Donald Trump sulla situazione

Peraltro, sul contrasto al programma nucleare iraniano, Israele può contare su un alleato prezioso. Gli Stati Uniti e il presidente Donald Trump. Netanyahu lo ha aggiornato sulla situazione in Medio Oriente solo domenica, dopo aver discusso con il neo segretario di Stato – e già direttore della CIA – Mike Pompeo. In particolare il premier dello Stato ebraico e il presidente Usa hanno discusso delle “continue minacce e sfide nella regione – rende noto la Casa Bianca -. In particolare di quelle poste dalle attività di destabilizzazione del regime” di Teheran.

Un assaggio di cosa potrebbe succedere tra Israele e Iran si è appena avuto in Siria. Attacchi misteriosi distruggono centinaia di missili. Inibite le capacità di attacco immediate di Teheran verso il paese ebraico

Un assaggio di cosa potrebbe succedere in caso di escalation tra Israele e Iran si è avuto già nelle scorse ore in Siria. Nel paese c’è stato un doppio attacco ad Hama e Aleppo, in cui sono stati distrutti 200 missili e hanno perso la vita 11 iraniani (secondo le fonti pro-Assad). Gli strike contro i depositi di armi, imputati allo Stato ebraico anche se non ci sono conferme ufficiali, avrebbero potuto avere lo scopo di indebolire le capacità di attacco immediato di Teheran, in caso le ostilità crescano tra i due paesi. Sicuramente non sono un’azione decisiva, ma di certo rallenterebbero possibili rappresaglie della Repubblica sciita e le renderebbero più tracciabili prima che avvengano. Intanto, i sistemi di difesa anti-missile Iron Dome e le unità di pronto intervento rimangono in stato di massima allerta, schierati lungo i confini.

Photo Credits: AMIR COHEN/ REUTERS

 

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