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Isis si sta sgretolando, lo conferma anche lo stop improvviso a Rumiyah

Isis Si Sta Sgretolando, Lo Conferma Anche Lo Stop Improvviso A Rumiyah

Isis non ha modo di giustificare le sconfitte in Iraq e Siria, dovute soprattutto alle fughe di massa e alle rese ai nemici

Isis in Iraq e Siria ha accusato il colpo delle sconfitte a Raqqa, Deir ez-Zor e Hawija. La conferma viene dal fatto che Rumiyah, l’organo di propaganda media del Daesh ha misteriosamente interrotto le pubblicazioni. Da almeno 3 settimane, infatti, non si ha notizia del nuovo numero del giornale, diffuso solitamente in 11 lingue attraverso i canali internet e non legati allo Stato Islamico. Quanto accaduto ha un significato ben preciso. I jihadisti non sanno più come giustificare i fallimenti ovunque alla loro comunità di miliziani e simpatizzanti sparsi per il mondo. Da qui stanno cercando di prendere tempo, per trovare un escamotage. Non solo per la perdita dei territori, ma anche per il fatto che sono caduti a seguito delle numerose fughe di massa e rese degli stessi terroristi. Che hanno preferito passare dalla bandiera nera a quella bianca, abbandonando al loro destino i compagni rimasti a combattere.

Lo stop a Rumiyah penalizzerà molto i reclutamenti e la radicalizzazione di Isis, nonché il morale già a terra dei jihadisti

Non solo. Lo stop alle pubblicazioni di Rumiyah potrebbe essere legato anche al fatto che i capi del prodotto Isis siano stati uccisi o catturati. Oppure, che siano tra le migliaia di miliziani che si sono arresi ai nemici. Ciò creerà, a priori da tutto, un doppio danno al Daesh difficilmente colmabile. Innanzitutto assesterà un durissimo colpo ai reclutamenti e alla radicalizzazione di futuri combattenti in tutto il mondo, soprattutto di giovane età. Lo strumento, infatti, era fondamentale per fornire autorevolezza e confermare le parole e le promesse alle reclute in erba, mostrando loro che lo Stato Islamico è forte e vincitore. Ora, senza più di esso e grazie al capillare lavoro della comunità internazionale nel contrasto delle attività, trovare nuovi adepti sarà molto più difficile per i reclutatori. Inoltre, il morale di chi è ancora dentro Isis risentirà parecchio della mancanza di Rumiyah. In particolare quegli estremisti che si sentono sfiduciati e che vorrebbero trovare conferme sulla bontà delle loro scelte, grazie alle notizie su operazioni di successo. Cosa, che almeno per il momento, non avverrà.

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