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Isis invia le donne a combattere in Iraq, mentre i capi fuggono in Siria

Isis Invia Le Donne A Combattere In Iraq, Mentre I Capi Fuggono In Siria

Scontri a Qaim tra i gruppi Isis per prendere più jihadiste possibili

Isis, mentre i capi fuggono verso la Siria, invia le donne a combattere in Iraq. Nelle scorse ore è scoppiato un violento conflitto a fuoco tra i ranghi del Daesh a Qaim, a ovest di Anbar. La battaglia è durata più di un’ora. Ad accendere la miccia una disputa tra le varie fazioni, legata alla selezione delle miliziane da inserire nelle proprie fila. Queste provenivano dalla divisione Jihadul Nikah, composta solo da jihadiste arabe e straniere, e sono state inviate nel paese da Raqqa. Al temine della battaglia, un membro dello Stato Islamico è morto e altri due feriti. Questi sono stati trasportati presso l’abitazione di un leader, chiamato Jabbar al-Hudheim.

Incorporare jihadiste garantisce premi in denaro e benefit ai capi Isis

Storicamente sono sempre scoppiati conflitti all’interno di Isis quando ci sono stati trasferimenti di miliziane da una regione all’altra. Soprattutto da Al-Bukamal e da Raqqa. I comandanti Daesh, infatti, ricevono un premio di 400 dollari per ogni jihadista accorpata alla propria unità. Inoltre, hanno diritto a benefit come agevolazioni, scatti di “carriera”, aumenti di peso all’interno della formazione e case. Queste solitamente appartengono a funzionari di polizia o a militari, provenienti dalle tribù delle regioni occidentali irachene. Di conseguenza, ai vertici dello Stato Islamico sono frequenti scontri per cercare di accaparrarsi più estremiste possibili, che solitamente sfociano nella violenza.

L’invio delle donne in Iraq è un segnale ben preciso nella strategia Isis

La decisione di inviare combattenti donne in Iraq, pero, ha un altro significato per Isis. È un chiaro segnale che i vertici del Daesh vogliono tenere gli assetti migliori, quelli più “pregiati” in Siria. Sia per difendere Raqqa sia Deir ez-Zor. Sacrificando allo stesso tempo nel paese vicino unità meno rilevanti, proprio come Jihadul Nikah. L’obiettivo è tenere impegnato il nemico per più tempo possibile, a qualunque costo. Soprattutto nelle zone di confine tra le due nazioni come Qaim, Annah e Rawa. Aree in cui si sta cominciando a concentrare l’attenzione delle forze irachene e di quelle multinazionali.

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